Venerdì 27 Ottobre 2006

Il questore a orafi e gioiellieri: «Difendetevi, ma senza armarvi»

«Dovete difendervi, ma senza armarvi». Lo ha ribadito più volte, con fermezza, il questore di Bergamo, Salvatore Longo, nell’incontro rivolto ai gioiellieri, orafi e orologiai della provincia di Bergamo. Erano presenti un centinaio di operatori: il questore e il dirigente della Squadra Mobile, Gian Paolo Bonafini, hanno spiegato la portata della nuova legge sulla legittima difesa, in particolare nelle situazioni di aggressione, al fine di evitare eccessi, spesso pericolosi soprattutto per le vittime.È stato ribadito l’impegno da parte di polizia e carabinieri nel creare un contatto diretto con gli esercizi commerciali, che «rappresentano un’antenna fondamentale del presidio del territorio». «La gestione della sicurezza nel punto vendita - ha detto il questore - deve far parte del bagaglio di competenze e conoscenze di artigiani e commercianti, chiamati a partecipare alla costruzione di un sistema di sicurezza che richiede maggior coesione con gli altri esercenti, per consolidare un fronte compatto contro gli atti criminosi e la gestione del contatto con le strutture di presidio delle forze dell’ordine».Dichiarazioni condivise sia dal presidente dell’Ascom, Paolo Malvestiti, che dal presidente dell’Associazione Artigiani, Italo Calegari, presenti all’incontro insieme a Roby Spagnolo, delegato per la sicurezza per l’Associazione Artigiani, Oscar Fusini, responsabile marketing dell’Ascom e Marco Recalcati, delegato per la sicurezza gioiellieri dell’Ascom.Dagli interventi dei presenti è risultato chiaro che, anche se nella nostra provincia le rapine nei confronti degli esercizi commerciali sono in diminuzione e il fenomeno è sotto controllo, la percezione di insicurezza degli operatori è in continuo aumento sia per il clamore di recenti e gravi episodi, sia per altri fattori collegati ad un maggior degrado di vie e piazze dei centri storici. Ascom, Associazione Artigiani e delle forze dell’ordine hanno confermato l’impegno di puntare maggiormente sulla prevenzione e sul perfezionamento sia degli strumenti assicurativi che di sicurezza passiva, come il Progetto Scudo-Negozio Sicuro, nato tre anni fa che prevede la videosorveglianza con collegamento diretto alle centrali operative di polizia e carabinieri e che è già stato sperimentato positivamente in alcune oreficerie e laboratori orafi della nostra provincia.(27/10/2006)

r.clemente

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