Martedì 22 Aprile 2014

Il sondaggio sulla violenza ultrà:

«Bisogna usare il pugno duro»

Gli incidenti sabato prima di Atalanta-Verona
(Foto by Beppe Bedolis)

I cittadini di Bergamo non ne possono più del clima di tensione e della serie di incidenti che periodicamente, quando ci sono partite «a rischio», mettono a soqquadro un quartiere: città blindata, cittadini ostaggi del popolo ultrà atalantino e spese ingenti a carico dell’Amministrazione comunale.

È arrivata una miriade di commenti di bergamaschi che sono al limite della sopportazione e che, al di là del problema sicurezza, invocano una soluzione del problema: perché le forze dell’ordine sanno bene chi sono i tifosi-delinquenti e perché in tempi di crisi è inconcepibile che la collettività debba spendere 28 mila euro per un elicottero che sorvola la città per monitorare la situazione.

Le risposte al sondaggio che abbiamo proposto sabato («Partite a rischio: che fare?»; hanno partecipato in 950, dato aggiornato alle 21 di lunedì) sono estremamente eloquenti e lo evidenzia anche l’ennesima email inviata lunedì sera in redazione: «Cinque mesi di reclusione con sospensione a un ultras che ha tirato una bottiglia a un pullman di tifosi del Verona. Finché si adotterà una pena da Topolino non si risolverà mai nulla. Questo tifoso andava innanzitutto multato pesantemente tanto da mandarlo a lavorare per un anno solo pagare le spese e poi squalificato a vita dallo stadio».

In tanti la pensano come il lettore. Ben il 40% di chi ha partecipato al sondaggio ritiene che, per risolvere il problema della violenza nel calcio, forze dell’ordine e giudici dovrebbero «usare il pugno di ferro contro gli ultrà violenti». Una percentuale che è esattamente il doppio di quella risultante dalla seconda risposta più gettonata («Bisogna far pagare tutti i costi e tutti i danni alle società di calcio»: 20%).

Staccate «Negli stadi devono essere eliminati i settori per i tifosi ospiti» (12%), «Diventa ancora più urgente uno stadio fuori dalla città» (9%), «Le società di calcio devono emarginare definitivamente i violenti» (8%) e «A inizio campionato il prefetto decide quali si giocheranno comunque a porte chiuse» (7%), mentre la risposta intrisa di rassegnazione «Purtroppo non c’è niente da fare: la città è condannata a sopportare» è stata indicata soltanto dal 4% dei cittadini. A ulteriore testimonianza di come la pazienza sia ormai finita: urgono decisioni e soluzioni radicali.

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