Il treno Vivalto delle 7,02 si rompe Mattinata da incubo per mille pendolari

Il treno Vivalto delle 7,02 si rompe
Mattinata da incubo per mille pendolari

Ancora una mattinata disastrosa per i pendolari bergamaschi che hanno dovuto sopportare l’ennesimo disservizio di Trenord con il treno delle 7,02 da Bergamo Centrale a Milano, un Vivalto nuovo, che si è rotto causando problemi a circa un migliaio di utenti che è arrivato a destinazione con oltre un’ora di ritardo.‬

I pendolari si sono sfogati sulla loro pagina Facebook . Ecco il loro post principale.

«Stamattina la verità sbatte in faccia a ‪‪‎Trenord‬ e ‪RegioneLombardia.‬ Non perché la puntualità non sia fondamentale per carità, ma perché un misto di manutenzione scarsa, treni indecenti, manutenzione inesistente alla rete e informazione NULLA può causare giganti conseguenze».

«Il treno delle 7,02 per Milano Centrale da Bergamo è un Vivalto. Nuovo, appena uscito da ‪Ansaldo‬. Eppure siamo all’ennesimo guasto su questo treno, che causa soppressione. 800 passeggeri (una me...dia) che normalmente affollano il 7,02 sono stati accorpati agli altri 800 (in media) del 7,16 da Bergamo per Milano Porta Garibaldi (via Pioltello). Risultato? Per un guasto alla rete ‎Rfi‬ il treno è stato fatto fermare a Pioltello. E lì il delirio»

Scene di ordinario delirio per i pendolari

Scene di ordinario delirio per i pendolari

«Oltre 1000 persone lasciate a se stesse in una stazione NON presidiata con un personale che non ha le idee chiare, che invita la gente a spostarsi da una parte all’altra della stazione senza chiarire quale sarà il primo treno che partirà. La gente si accalca sul 7.32 (e son già potenzialmente al terzo treno della mattina) che arriva da Bergamo. Alcuni non riescono a salire e finiscono dritti sul treno ancora successivo».

«Motivo? Perché il personale non dà alcun genere di assistenza, perché non chiarisce qual è il treno che partirà per primo, perché non lo sanno neppure loro. Risultato: ben oltre l’ora di ritardo per i viaggiatori bergamaschi stamane e un tasso di stress che neppure 15 ore di lavoro di possono dare. Peccato che molti di loro 10 ore di lavoro le dovranno ancora fare per poi rientrare stasera a bordo dei soliti mezzi, con la solita disinformazione»

«No, ‪Ci vuole anche RISPETTO. Rispetto per chi viaggia e paga un abbonamento e a volte ci vuole proprio poco»

Anche l’assessore regionale dei Trasporti, Alessandro Sorte, non ha potuto che ammettere il suo disappunto.


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