Il vescovo Beschi ai mille catechisti:
«Non siate un’élite ma una comunità»

L’annuale incontro diocesano dei catechisti con il vescovo monsignor Francesco Beschi ha assunto quest’anno il volto della preghiera.

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Una preghiera che ha posto le sue radici nella narrazione di esperienze umane concrete, una preghiera che si è alimentata della Parola di Dio, nel racconto di una pagina degli Atti degli Apostoli, e che è poi diventata voce, canto e silenzio. Più di mille catechisti, provenienti dai diversi vicariati della diocesi, di città e provincia, si sono riuniti domenica 9 novembre nella chiesa ipogea del Seminario.

La lettera pastorale del vescovo «Donne e uomini capaci di Eucaristia» ha fatto da traccia all’incontro, arricchito dalle testimonianze di alcuni catechisti. «Il fine di questo incontro - ha detto don Andrea Mangili, direttore dell’Ufficio catechistico - e di ogni incontro di catechesi con i piccoli, con i ragazzi o con gli adulti è quello di narrare l’incontro con Cristo, vicenda umana in cui crediamo e che desideriamo trasmettere».

Familiarità con la Parola di Dio e testimonianza eucaristica del Vangelo sono le esortazioni che monsignor Beschi ha rivolto ai catechisti. «Non basta identificare la testimonianza con la coerenza. La testimonianza è vivere l’incontro con Cristo nell’Eucaristia e lasciarlo trasparire. Siate memoriale vivente di Gesù. Ciascuno di voi è un narratore evangelico e la vostra catechesi abbia la stessa pregnanza della narrazione eucaristica».

Il vescovo ha offerto alcune indicazioni per i catechisti e per le comunità con l’invito a vivere il servizio di catechista nello spirito di comunione, condivisione e fraternità. «Vivete la semplicità e la bellezza, il limite ma anche il dono del gruppo catechisti. Non sia una realtà chiusa, un’élite, un gruppo a parte, ma sia un modo per vivere la comunità. Il gruppo catechisti sia testimonianza di una vita cristiana che ha la sua sorgente nell’Eucaristia».

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