Domenica 30 Marzo 2014

In carcere 24 anni dopo

Si chiederanno i domiciliari

Il carcere di Bergamo

Quella di lunedì 31 marzo sarà una giornata decisiva nella clamorosa vicenda che vede protagonista G. V., 74 anni, di San Paolo d’Argon, che nonostante una grave malattia mercoledì scorso è stato condotto in carcere per scontare una pena di 4 anni e 7 mesi, per un reato di droga commesso 24 anni fa (tanto la giustizia ci ha messo per pronunciare una sentenza definitiva nei suoi confronti).

L’avvocato Marco Tropea, che assiste il pensionato, proprio domani infatti incontrerà il magistrato di sorveglianza di Brescia per cercare una soluzione. L’artigiano in pensione - che dopo le vicende per cui è stato condannato non ha più commesso reati - ha presentato domanda di grazia al capo dello Stato e, parallelamente, il suo legale ha presentato istanza al Tribunale di sorveglianza affinché sospenda l’esecutività della sentenza di condanna, per motivi di salute.

Per prendere una simile decisione, è necessario che il Tribunale di sorveglianza compia un’istruttoria per verificare l’effettivo stato di salute del pensionato. Ma è probabile che, in attesa di una conclusione sul punto, già lunedì l’avvocato difensore chieda al magistrato di disporre in via cautelativa che al pensionato vengano concessi gli arresti domiciliari.

Il cammino processuale che ha portato alla carcerazione di G. V. a 24 anni di distanza dai fatti per cui è stato condannato è degno di un romanzo di Kafka.

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