Lunedì 17 Marzo 2014

In Duomo l’addio a mons. Balicco

Fu il «curato» di Papa Giovanni

Mons. Mario Balicco
(Foto by Magni Paolo Foto)

Si svolgeranno oggi pomeriggio alle 14,30 in Cattedrale i funerali di monsignor Mario Balicco. Il rito sarà presieduto dal vescovo mons. Francesco Beschi. Mons, Balicco era stato curato di Sotto il Monte durante il pontificato di Giovanni XXIII.

Canonico della Cattedrale, aveva 81 anni. L’altra mattina i confratelli non l’avevano visto in Duomo per la Messa corale delle 8,30. Infatti era stato colpito da malore e immediatamente ricoverato nel nuovo ospedale. Monsignor Balicco era nato il 16 luglio 1932 a Bergamo. Dopo l’ordinazione sacerdotale (31 maggio 1958) era diventato coadiutore parrocchiale di Sotto il Monte. Pochi mesi dopo il suo arrivo, la sera del 28 ottobre, l’annuncio che Angelo Giuseppe Roncalli era stato eletto Sommo Pontefice.

Quel giorno a Sotto il Monte

«Avevo appreso la notizia dalla televisione, in casa del sindaco Pier Carlo Carissimi — amava ricordare monsignor Balicco —. Con me c’era anche il parroco don Pietro Bosio. Tutti abbiamo urlato: Roncalli, Roncalli. Siamo corsi fuori per annunciarlo alla gente e subito la chiesa si è riempita di persone per il Te Deum. Mancavano soltanto i malati e gli operai del turno serale, La gente aveva acceso dei piccoli falò per le vie. Tutti gridavano: “Viva il Papa, viva il Papa”. C’era anche un po’ di tristezza perché non l’avremmo più visto in paese».

Nel 1959 era stato inviato a Celana come vicerettore del Collegio, per passare poi nel 1970 a Romano come rettore del locale Collegio, immerso fra tanti studenti. A Parre nel 1972 aveva iniziato la sua lunga esperienza di parroco, che l’ha poi visto guidare le parrocchie di San Giuseppe al Villaggio degli sposi in città nel 1983, comunità con una storia giovane che si stava sviluppando dal punto di vista urbanistico e dove aveva accolto con gioia il ritorno delle suore Canossiane, e infine nel 1991 la parrocchia di Carvico.

Canonico dal 2004

Nel 2004 era stato nominato canonico del Capitolo Cattedrale, di cui divenne arciprete nel 2010. Dal 2006 era anche cappellano della Cappella Colleoni.

«È stato un prete sempre al servizio delle sue comunità — ricorda il confratello don Pietro Zambelli —. Era di carattere allegro e gioviale. Ed era stato molto felice quando era stato nominato canonico e la Cattedrale era diventata la sua casa».

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