Ipertensione e malattie cardiovascolari  La Bassa Bergamasca è a rischio

Ipertensione e malattie cardiovascolari
La Bassa Bergamasca è a rischio

L’ipertensione arteriosa rappresenta il più importante tra i fattori di rischio cardiovascolare e nel 2012 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che circa 17,5 milioni di persone nel mondo abbiano perso la vita per malattie cardiovascolari (quali, ad esempio, infarto o ictus), rappresentando il 31% di tutte le cause di morte.

Le previsioni per il 2030 sono ancora più «infauste» dal momento che si prevedono circa 23 milioni di decessi l’anno.

Alla luce di queste evidenze, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Ipertensione, l’equipe della Medicina dell’Ospedale di Treviglio negli ultimi 5 anni è letteralmente «scesa in piazza» proprio a Treviglio per incontrare la popolazione, misurare la pressione, valutare i fattori di rischio cardiovascolare e fornire a ciascun partecipante suggerimenti e materiale informativo circa l’importanza e le modalità di prevenzione cardiovascolare (quali, ad esempio, la riduzione del consumo di sale, l’esercizio fisico, l’astensione dal fumo).

I risultati ottenuti misurando le pressioni e valutando i fattori di rischio cardiovascolare durante Giornate Mondiali del 2011-12-13-14 sono stati quindi elaborati e presentati al «XXV Meeting Europeo sull’Ipertensione e la Protezione Cardiovascolare». Complessivamente sono stati valutati 1540 soggetti. Uno tra i rilievi più importanti è quello relativo alla prevalenza dell’Ipertensione nei soggetti della Bassa Bergamasca, che risulta sostanzialmente in linea con quella nazionale ed Europea.

Tali dati sono stati elaborati e presentati dall’equipe della Medicina Generale dell’Ospedale di Treviglio, diretta da Maurizio Destro. Sono stati valutati anche i principali fattori di rischio cardiovascolare e i più rappresentati sono risultati essere la dislipidemia (elevati valori di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue), il fumo di sigaretta, il diabete, un pregresso episodio di ischemia miocardica (infarto) o cerebrale (ictus). Anche l’attività fisica, la familiarità, l’obesità e la dieta sono elementi determinanti nella predisposizione ad eventi cardiovascolari acuti.

Sono stati quindi presi in considerazione i pazienti che già risultavano affetti da Ipertensione arteriosa e sono state valutate anche le terapie in corso. Molto interessante è il dato relativo al controllo dell’ipertensione, poiché nel 63% degli ipertesi i valori pressori misurati sono risultati normali, cioè la terapia antipertensiva in corso si è dimostrata efficace.

Prendendo in considerazione, invece, tutti i 1540 soggetti, la pressione arteriosa misurata è risultata normale nel 74%. Tali percentuali, superiori rispetto alla media nazionale, sono ragguardevoli se si tiene conto che la Società Italiana contro l’Ipertensione (in accordo anche con le società europee e l’Organizzazione Mondiale della Sanità), ha posto come obiettivo entro il 2015 un controllo pressorio efficace nel 70% dei soggetti.

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