L’ idea di Riva, Castro e Solto Collina: strada del lago senza motori la domenica
Il fascino della Sarnico-Lovere

L’ idea di Riva, Castro e Solto Collina:
strada del lago senza motori la domenica

Trasformare una delle più affascinanti strade d’Italia («È un viaggio di straordinaria bellezza tra strette rocce sospese sopra il lago» copyright Lonely Planet) in una arena sportiva a cielo aperto ma chiusa ai motori.

Sono in tanti a sognare la strada rivierasca fra Castro e Riva di Solto percorsa solo da podisti e ciclisti, da patiti del running o dei rollerblade, da nonni e bambini, da uomini, donne e pure cani al guinzaglio. Ma l’estate sta per finire e il risveglio sarà brusco: l’idea sembra essere sfumata anche quest’anno.

È stata la Sarnico-Lovere Run, la corsa che in appena cinque edizioni ha saputo imporsi con i suoi oltre tremila iscritti come la seconda manifestazione regionale dopo la Stra-Milano, a rivelare che una strada scavata nella roccia, ispiratrice forse di Leonardo da Vinci, può essere uno straordinario richiamo turistico e sportivo (al netto dei pericoli derivanti dagli smottamenti e dai distacchi di massi più o meno grandi).

Così gli amministratori di Castro, Solto Collina e Riva di Solto, sollecitati anche dal successo che riscuote, proprio di fronte al loro territorio, la pista ciclopedonale Vello-Toline tra Pisogne e Marone, hanno iniziato a valutare la chiusura della strada nel tratto relativo ai loro tre paesi. Sei chilometri di curve e controcurve che attraversano le località Gré e Bögn offrendo viste mozzafiato sul Sebino e sull’intera valle Camonica fino alla cima dell’Adamello.


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