La Buona Scuola preoccupa la Regione
«A rischio la continuità didattica»

La Regione Lombardia è preoccupata per quello che accadrà in conseguenza dell’applicazione pratica della Buona Scuola voluta dal Governo. «Certamente gli studenti - scrive l’assessore - non possono trarre beneficio da un continuo cambio degli insegnanti».

«Stiamo assodando - dice Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione e lavoro di Regione Lombardia - che la cosiddetta Buona Scuola voluta con tanta pervicacia dal Governo e approvata con il ricorso al voto di fiducia rischia di tradursi in una pluriennale mobilità geografica di insegnanti, che penalizzerà soprattutto il sistema scolastico lombardo che è il più esposto alla migrazione di insegnanti da altre regioni».

«Dopo aver presentato come successo le 71.000 domande di partecipazione alle fasi B e C del piano straordinario di assunzioni, ora si scopre che la cifra ricomprende anche i circa 15.000 docenti delle scuole dell’infanzia che non potranno partecipare alle immissioni in ruolo per il prossimo anno scolastico e formativo - commenta l’assessore Aprea -. In vista dell’avvio dei conferimenti degli incarichi da parte degli Uffici Scolastici Regionali per garantire l’ordinato avvio delle lezioni, è necessario che il Ministero faccia chiarezza e si preoccupi

della continuità didattica, ricordandosi che la scuola è degli studenti e che le riforme devono essere attuate per migliorarne la didattica e la qualità che certamente non possono trarre beneficio da un continuo cambio degli insegnanti».

«Confermato ormai che le graduatorie ad esaurimento non saranno svuotate, non è nemmeno chiaro come la loro sopravvivenza si concilierà con la procedura concorsuale che dovrà essere avviata entro il prossimo 31 dicembre - osserva l’assessore - . In attesa di risposte da parte del Miur e di avere maggiori elementi di certezza in un quadro che è sempre più confuso e suscettibile delle più diverse interpretazioni seguiremo con grande attenzione le prossime mosse dell’Esecutivo, soprattutto con riferimento all’esercizio delle numerose deleghe previste dalla legge della buona scuola che dovranno disciplinare anche aspetti essenziali della professione docente».

«L’auspicio e’ che il Governo possa ponderare meglio le sue scelte future, valutandone preventivamente gli impatti che avranno sulla vita degli studenti e degli insegnanti», conclude cosi’ Valentina Aprea.

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