«La carne non nuoce alla salute» Confesercenti: «È l’abuso che fa male»

«La carne non nuoce alla salute»
Confesercenti: «È l’abuso che fa male»

«La carne non nuoce alla salute, evitiamo allarmismi». Dopo l’allarme lanciato dall’Oms interviene Fiesa Confesercenti di Bergamo: «È l’abuso che fa male, come per tutti gli alimenti serve equilibrio e moderazione».

In un comunicato Fiesa Confesercenti invita ad ascoltare i consigli degli oncologi, che precisano proprio come solo l’abuso faccia male. Le carni italiane sono di qualità accertata e non contengono sostanze pericolose. E Bergamo può vantare due esempi di eccellenza, premiati come «Maestri dell’alimentazione».

Secondo la Fiesa (Federazione italiana degli esercenti specialisti dell’alimentazione aderente a Confesercenti) «l’allarme lanciato dall’Oms sull’abuso di salsicce, würstel e, in misura minore, di carne rossa, rischia di provocare nuovi danni a una filiera che ne ha già sopportati fin troppi».

Durante l’ultima assemblea nazionale la Fiesa ha presentato un rapporto su 15 anni di scandali alimentari, veri o presunti, e di relativi allarmismi. Dalla mucca pazza all’aviaria, «i timori scatenati tra i consumatori, spesso e volentieri ingiustificati, hanno causato 12 miliardi di danni».

«Gli oncologi italiani, con il loro presidente Pinto, e la comunità scientifica ribadiscono che non è il caso di fare allarmismi». Solo l’abuso insomma fa male.

Una macelleria

Una macelleria

Nel caso italiano è stato ribadito che i consumi pro capite sono abbondantemente sotto la soglia indicata come pericolosa, attestandosi intorno ai 25 grammi giornalieri. Le produzioni nostrane poi si caratterizzano per la bassissima presenza di grassi e additivi, indicati tra i principali agenti cancerogeni.

Inoltre le produzioni italiane - secondo Fiesa - fanno riferimento ad una lunga e consolidata storia gastronomica che vede nella salumeria italiana un punto di eccellenza. Il nostro è tra i principali paesi produttori di salumi a denominazione protetta e controllata, riconosciuti e tutelati dall’Ue, i cui disciplinari di produzione sono sotto la sorveglianza del Ministero delle Politiche Agricole, oltre che sottoposti ai severi controlli della medicina veterinaria pubblica.

Questi prodotti sono protagonisti di Expo 2015, la cui carta è stata redatta da esperti e rappresentanti della comunità scientifica di fama mondiale. Le piccole produzioni italiane tipiche rappresentano carni di alta qualità e ad elevati contenuti nutrizionali che si accompagnano ad una attenta azione di trasformazione, vigilata e controllata.

«Bisogna evitare inutili sensazionalismi. È giusto mettere in guardia i consumatori dai possibili rischi di un’alimentazione scorretta - fa notare Cesare Rossi, segretario bergamasco della Fiesa - ma bisogna evitare di suscitare psicosi ingiustificate. Non è certo una novità che l’abuso di carne, specie lavorata, può nuocere alla salute. Ma come ogni altro eccesso, né più né meno. Per stare tranquilli è sufficiente seguire una dieta equilibrata e soprattutto acquistare carne di qualità, proveniente da una filiera certificata».

A Bergamo gli esempi di alta professionalità non mancano. Proprio durante l’assemblea della Fiesa sono state premiate due realtà bergamasche di grande tradizione, insignite del titolo di «Maestri dell’alimentazione»: Loreto Carni e la bottega di Mario Rossoni, storico macellaio di Verdello e presidente nazionale del Gruppo Italiano Carni Equine.

«Ho condiviso idealmente il premio con tutti i macellai d’Italia che da anni resistono a questo terrorismo commerciale - dice Rossoni - .Credo che nessuno possa dire con certezza che la carne provoca il tumore. Mi viene il dubbio che dietro certe notizie ci sia una regia per favorire questo o quel settore a scapito degli altri. Nell’incertezza il consumatore non comprerà più nulla per settimane e noi ne subiremo le conseguenze. Noi per primi teniamo alla salute dei clienti e possiamo garantire che nei nostri negozi ci sono prodotti sani, tracciabili e controllati».

Giovanni Terzi, titolare di Loreto Carni, aggiunge: «È sempre sbagliato fare di tutta un’erba un fascio. Noi andiamo negli allevamenti a selezionare il bestiame che macelliamo. I nostri bovini sono italiani, sempre controllati dall’Asl nella loro alimentazione. Non c’è il rischio che assumano sostanze che poi possono avere effetti tossici. Gli standard della filiera italiana sono molto elevati, il consumatore può stare sereno. Che poi non si debba mangiare carne tutti i giorni si sa da anni, non lo si scopre ora. Basta evitare gli eccessi e mangiare in modo equilibrato».


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