La crisi si sente anche sulle bancarelle Ma la gente è tornata  al mercato. E tu?

La crisi si sente anche sulle bancarelle
Ma la gente è tornata al mercato. E tu?

Viaggio tra i banchi degli ambulanti del mercato dello stadio. «Il nostro è un presidio sociale importante, la città vera è qui» dicono i commercianti.

Anche gli ambulanti risentono della crisi, ma i bergamaschi tornano a fare la spesa ai mercati rionali, una tendenza importante per il nostro tessuto sociale cittadino. Ma anche per l’economia. Si riparte da qui, da una spesa meno massificata e da una scelta più mirata.

Anche sabato, giorno di Ognissanti, gli ambulanti del mercato dello stadio erano lì al loro posto, a trasformare il piazzale della Curva Sud in uno spazio di vendita, ma anche di socialità. Ed ecco che l’asfalto solitamente occupato dalle autovetture in sosta, sin dalle prime ore del mattino è diventato un’isola popolata da commercianti ambulanti, pensionati, famiglie e giovani coppie, che considerano quello dello stadio il «loro» mercato.

«Prima il cliente comprava a occhi chiusi, adesso stanno molto più attenti – commenta un commerciante –. Da parte mia cerco di aiutarli dando loro dei consigli utili e cercando di non spingere troppo sulla vendita». Fausto Mologni, 53 anni, fruttivendolo e vicepresidente dell’Anva-Confesercenti, non fa mistero del cambiamento in atto nel settore: «Le difficoltà ci sono, ma vedo che la gente sta ritornando al mercato, dove può trovare sia la qualità che il rapporto umano: se un cliente mi chiede un consiglio, non ci sono problemi. Stiamo cercando di limare un po’ i prezzi e tanti banchi si sono specializzati diventando quasi delle piccole aziende: un tempo la gestione era più familiare, mentre ora è di tipo professionale, anche se si cerca di tramandare l’esperienza alle nuove generazioni. Qui con me, infatti, lavorano mio nipote e altri due ragazzi come collaboratori».

Dal formaggiaio all’apicoltore, categoria particolarmente colpita a causa del maltempo della stagione estiva: «Per noi la stagione è andata molto male a causa delle piogge e per le api che hanno avuto problemi – spiega Oscar Finazzi, 58 anni –, anche per questo motivo l’incasso rispetto a uno-due anni fa è andato calando. Cerchiamo di andare avanti, dando sempre consigli utili ai clienti, instaurando un rapporto a tu per tu. Siamo consapevoli dell’importanza del mercato anche per chi non ha la possibilità di recarsi al centro commerciale. La città è qua».

Tu fai la spesa nei mercati rionali o del tuo paese? Che differenza c’è con i negozi e i centri commerciali? Commenta la notizia con la tua opinione


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