«La domenica non si lavora, si riposa»  L’Alto Adige ci prova: mozione approvata

«La domenica non si lavora, si riposa»
L’Alto Adige ci prova: mozione approvata

Non ha effetti immediati, ma è il primo passo verso le domeniche di riposo assoluto, almeno in Alto Adige.

Il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato all’unanimità una mozione presentata da Andrea Pöder che ha chiesto di prendere provvedimenti per tutelare il riposo domenicale festivo e e per «esprimersi contro il lavoro domenicale nei settori in cui non risulti assolutamente necessario, nonché ad adottare misure che contribuiscano a limitare le aperture domenicali e festive». Il testo ha ricevuto il via libera da tutti gli schieramenti politici, perché in Alto Adige il tema è piuttosto sentito e negli ultimi anni è stato caldeggiato da tutte le anime dell’associazionismo. Nel 2009 infatti è stata lanciata l’Alleanza per la domenica libera dal lavoro che unisce la diocesi di Bolzano-Bressanone, i membri del forum cattolico di lingua tedesca e ladina, la consulta delle aggregazioni laicali, i sindacati Cgil, Cisl, Uil, l’Unione dei sindacati autonomi sudtirolesi e l’Unione commercio turismo.

Durante il dibattito in aula molti consiglieri provinciali hanno richiamato due note, del giugno 2015 e dell’agosto di quest’anno, in cui il vescovo Ivo Muser ricordava che «la domenica e i giorni festivi sono un grande patrimonio umano e non possono essere ridotti a un affare in nome dell’ideologia del consumismo, al punto che l’essere continuamente spinti a consumare ci lascia più stanchi di prima».

La mozione può essere vincolante? Con questa chiara indicazione politica la Giunta dovrà adoperarsi in ogni modo, anche attraverso il ricorso a vie legali.


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