Venerdì 03 Agosto 2012

La famiglia rimasta senza casa
Braccio di ferro con il Comune

Hanno trascorso due notti all'aperto, fuori dall'edificio in cui hanno vissuto negli ultimi mesi, lungo la strada provinciale a Ponte Selva. Lì si sono avvolti nelle coperte, raccogliendo gli oggetti che sono riusciti a salvare dal rogo che ha distrutto la camera in cui dormivano in otto. E hanno messo in atto un braccio di ferro con l'amministrazione per ottenere un nuovo alloggio.

«Sono preoccupato – racconta il capofamiglia –. Ieri (mercoledì) abbiamo dormito qui e lo faremo anche questa notte (ieri, ndr). Ma vivere così non va bene: la bimba più piccola rigurgita il latte, quello di un anno e mezzo è caduto e si è ferito a una mano». I due piccoli ieri sera sono stati visitati all'ospedale di Piario. «I nostri connazionali e gli italiani che abitano qui ci aiutano con il cibo ma non possiamo vivere in mezzo alla strada. La casa è andata a fuoco e comunque anche prima dell'incendio l'Asl aveva detto che non era idonea per otto persone. Stiamo aspettando che qualcuno trovi un nuovo alloggio per noi».

La priorità, ora, è trovare una collocazione per i bambini. Per questo ieri c'è stato un fitto scambio di telefonate tra i sindaci di Clusone e Alzano, i rispettivi assessori e i responsabili dei servizi sociali. Il capofamiglia però ha rifiutato tutte le offerte proposte: dalla sistemazione di moglie e figli in una comunità di accoglienza al viaggio pagato per il Marocco finché non si troverà una sistemazione.

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a.ceresoli

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