La lettera: «Asse interurbano, disastro
Quando avremo una strada decente?»

«Scrivo alla redazione per segnalare una situazione che interessa moltissimi pendolari che, come me, percorrono giornalmente l’asse interurbano».

«Ogni giorno prendo questa arteria stradale dall’inizio a Mapello, e già iniziano i problemi: dopo solo 100 metri di asse viario progettato da illustri e dottissimi laureati si trova una curva talmente pericolosa che già si contano gli incidenti mortali. Ma come sia fa dico, a mettere una curva cieca a stringere in un sottopasso ferroviario».

«Chi è quello che è stato così stupido da disegnare un siffatto sviluppo in una strada destinata a sopportare ingenti volumi di traffico. E non ci si racconti di impedimenti e di interferenze progettuali che, come ben sa chi è residente in zona, con tutto lo scempio del territorio a cui abbiamo assistito (leggi centro commerciale di Mapello, e altri annessi e connessi), un tracciato più consono si doveva trovare».

«Può darsi che si è anteposto l’interesse di pochi a danno della sicurezza di molti, ma si sa, queste cose accadono. A forza di uscite di strada, il muretto in cemento armato di contenimento è stato letteralmente distrutto, prontamente rinforzato da solerti cantonieri dalle barriere di plastica bianche e rosse».

«Peccato che in questi giorni di vento, le barriere hanno invaso la corsia di marcia, poiché nessuno le ha riempite d’acqua di zavorra. E si che quest’anno di acqua ne abbiamo avuta... chissà. Ma proseguiamo che siamo solo all’inizio. La solerte provincia un rimedio l’ha trovato: abbassare il limite di velocità con opportuno cartello e rilevatore di velocità che ci segnala quanti punti perderemmo in caso di superamento del limite. Avvisare che la curva è pericolosa, no?»

«Da qui in poi e fino al termine dell’asse al bivio per la val Seriana si corre con le sterpaglie che invadono la sede stradale dai lati e dallo spartitraffico. Domanda: quest’estate si è fatto tanto rumore perché per un paio di mattinate abbiamo aggiunto al conto 5 Km di coda per permettere ai cantonieri di fare il loro lavoro. Che hanno solo iniziato, perché poi nessuno li ha più visti».

«Insomma, fra buche, segnaletica verticale assurda e orizzontale consunta, agguati autovelox, vegetazione lussureggiante, pericoli reali che su una strada moderna non dovrebbero esistere, illuminazione mancante per lunghi tratti e dove presente con parecchi lampioni spenti, ma cosa dobbiamo ancora sopportare per ottenere una strada decente?»

«Questo inverno, per via di una buca piena d’acqua, ci ho rimesso due pneumatici, letteralmente distrutti, anche se procedevo a 40 Km/ora. Dimenticavo: domani devo pagare il bollo di circolazione. No, il bollo di circolazione era tanti anni fa, ora è bollo di possesso, basta avere l’auto e pagare, tanto, poi, come si fa ad usarla così...»

«E se si potesse trovare un sistema di pagamento in funzione del servizio offerto?»

Luca Valsecchi

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