La vita sulla Terra: siamo nati «prematuri» Il baby boom cosmico tra molti anni - video
Una scena del famoso film E. T. L’extraterrestre

La vita sulla Terra: siamo nati «prematuri»
Il baby boom cosmico tra molti anni - video

La vita sulla Terra potrebbe essere prematura. Sarebbe cioè nata troppo presto rispetto al «baby boom cosmico», previsto tra moltissimi anni.

È infatti molto più probabile che in un lontano futuro si abbia un fiorire di forme di vita nell’universo, secondo quanto indicano i calcoli elaborati dal Centro Smithsonian per l’astrofisica dell’università di Harvard e pubblicati sul Journal of Cosmology and Astroparticle Physics. Secondo i ricercatori, guidati da Avi Loeb, la vita così come la conosciamo è diventata possibile 30 milioni di anni dopo il Big Bang, quando le prime stelle hanno «nutrito» il cosmo con gli elementi necessari, quali carbonio e ossigeno. È stato innescato allora un processo che si prevede possa durare ancora 10.000 miliardi di anni, ossia fino a quando le ultime stelle moriranno.

Il pianeta Terra

Il pianeta Terra

In questo arco di tempo, però, non tutte le stelle sono in grado di generare pianeti capaci di dare origine alla vita. Ad esempio, stelle molto più massicce del nostro Sole hanno una vita molto breve, mentre quelle più piccole brillano molto più a lungo, dando ai loro pianeti tutto il tempo per «far attecchire» i semi della vita.

Per questo motivo la probabilità che forme viventi possano nascere nell’universo si sposta, statisticamente, più in un futuro ancora lontano, piuttosto che in un’epoca relativamente vicina al Big Bang. Alla luce di queste valutazioni il fatto che in un pianeta come la Terra sia già nata la vita è un’anomalia. La più probabile, tra le possibili spiegazioni, è che «siamo nati “prematuri”», ha rilevato Loeb.

È anche possibile, ha aggiunto, che l’ambiente vicino a una stella di massa medio-piccola non sia favorevole alla vita. Le stelle nane rosse ad esempio, pur vivendo a lungo, quando sono giovani emettono forti bagliori e radiazioni ultraviolette che potrebbero privare dell’atmosfera mondi rocciosi che si trovano nella cosiddetta «zona abitabile», ossia a una distanza tale dalla loro stella da avere le condizioni ideali per ospitare la vita, prima fra tutte acqua allo stato liquido in superficie.

Una risposta definitiva al momento non c’è e per sapere se effettivamente la vita sulla Terra è nata prematuramente potrà essere d’aiuto il prossimo grande telescopio spaziale, il James Webb Space Telescope (Jwst) della Nasa.


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