Sabato 03 Novembre 2007

«Bergamo diventa città della musica» Gaetano Donizetti ci porta in Europa

I luoghi, l’idea, la sfida. Nel progetto «Bergamo città della musica» c’è tutto questo: una scommessa che poggia su un grande della musica, Gaetano Donizetti, e sulla consapevolezza che «la sua città non abbia fatto, per ora, tutto il possibile per celebrarne il genio». Lo scrivono il sindaco Roberto Bruni e gli assessori Enrico Fusi (Cultura) e Carlo Fornoni (Lavori pubblici) a Massimo Zanello, titolare della Cultura al Pirellone: «Bisogna partire da qui, dalle straordinarie potenzialità di Donizetti compositore per poter comprendere la portata del progetto culturale al quale questa Amministrazione comunale ha inteso dare avvio».Donizetti, il recuperoTeatro Donizetti, Sociale, Sala Piatti, Palazzo della Mia, Astino, Casa natale di Gaetano Donizetti: sono questi gli spazi destinati a diventare il palcoscenico della città della musica. A Milano, in occasione di una manifestazione ufficiale, il sindaco Roberto Bruni ha avuto un breve colloquio con Antonio Di Pietro, ministro alle Infrastrutture: «Mi ha confermato che ci potrebbero essere dei fondi disponibili di Arcus (società del ministero, ndr) per la ristrutturazione del Donizetti. Avevamo già avviato dei contatti, ora formuleremo una richiesta più precisa». Medesima disponibilità è stata sottolineata dal sottosegretario ai Beni culturali, Andrea Marcucci, nella sua tappa in Comune.Tra l’altro Arcus è una vecchia (e gradita) conoscenza di Palafrizzoni, visto che nel 2003 aveva finanziato con 1 milione di euro proprio il recupero delle facciate del Donizetti. «L’intervento completo di ristrutturazione è di circa 14 milioni di euro, cifra decisamente importante», rileva Carlo Fornoni: «Chiaramente più enti coinvolgiamo e più possibilità di riuscita ci sono». Per esempio c’è la Regione «che ha dato la propria disponibilità sul progetto Astino, ma che ci piacerebbe coinvolgere soprattutto sul recupero del teatro», spiega Roberto Bruni.L’operazione astinoIn realtà il ruolo della Regione è fondamentale anche per Astino, nel senso che i conti per il recupero dell’ex monastero alla fine devono tornare. Ancora di più dopo che la possibilità data alla Mia di edificare 8.000 metri cubi di residenziale in via Ripa Pasqualina a (molto) parziale copertura dei costi di recupero della struttura è diventata una sorta di extrema ratio, da concedere solo – e soltanto se – Palafrizzoni non trovi ulteriori sponsor o alla stessa Misericordia Maggiore non vengano riconosciuti volumi edificatori all’interno di Piani attuativi in via d’approvazione. A ogni modo Astino si avvia a diventare un altro tassello fondamentale: la sede del Civico istituto musicale.Il che non vuol dire che su Via Arena e sullo storico palazzo della Misericordia Maggiore calerà il sipario, proprio no: il museo Donizettiano lì è e lì resterà (l’atto di fondazione, datato 1902, vincola e lega la conservazione dei beni oggetto della donazione a quei locali), la adiacente Sala Piatti è tornata agli antichi splendori e poi c’è la biblioteca musicale. Un autentico gioiello che ha saputo superare la dimensione di biblioteca a servizio del Civico istituto per accogliere i maggiori archivi musicali della città: una raccolta davvero straordinaria e unica. E poi, detta tra le righe, il trasferimento dell’istituto in via del Nastro Azzurro prima e ad Astino poi non esclude il fatto che Via Arena possa in futuro ospitare corsi di specializzazione post diploma.La casa nataleUn’altra tessera del puzzle è la casa natale di Donizetti, in Borgo Canale: «Nel 2008 sono in programma i lavori di recupero di questo luogo simbolo di grande interesse turistico. La casa natale sarà restaurata per consentirne agevolmente la visita e i quattro piani superiori – attualmente non agibili – verranno recuperati a uso museale, concertistico e di ricerca» si legge nella lettera a Zanello. E nel quadro c’è anche il Teatro Sociale (Palafrizzoni ricorda alla Regione i 3,5 milioni d’investimenti) e sono attese buone nuove anche per l’ex chiesa di San Michele all’Arco, a lato della Biblioteca Mai.Tanta carne al fuoco da mettere nella stessa pentola, ovvero in un accordo di programma tra Palafrizzoni, «ministero, Provincia, Fondazione Donizetti, Fondazione Mia, Edizione nazionale delle opere di Gaetano Donizetti e Camera di Commercio», si legge. Tanti attori per quella che potrebbe essere una grande sinfonia.(03/11/2007)

e.roncalli

© riproduzione riservata