Martedì 15 Gennaio 2013

«Legittimo l'operato del Comune»
Il Comune Filago replica alla Cgil

In considerazione del contenuto dei volantini diffusi dalla Fp Cgil Bergamo sul ricorso contro il Comune di Filago, l'Amministrazione Comunale del paese ritiene doveroso operare precisazioni e rettifiche vista l'omissione di molte parti di sostanza di quanto avvenuto.

«Come è stato confermato sotto giuramento e verbalizzato in corso di causa da entrambe le parti - scrive il sindaco di Filago, Massimo Zonca -, il Comune di Filago ha sempre informato preventivamente i Sindacati di qualunque provvedimento relativo al personale e all'organizzazione dei propri servizi, a più riprese e utilizzando le modalità più ampie: verbalmente nel corso di incontri informali, a mezzo mail nonché nel contesto delle riunioni formali delle delegazioni trattanti. Con la sentenza del 19 dicembre n° 2769, il giudice del lavoro ha semplicemente statuito la necessità di una modalità informativa formale e scritta, alla quale il Comune si è adeguato, inviando alla Fp Cgil la Delibera di Giunta n. 142 del 27/12 con la presa d'atto della sentenza e le conseguenti decisioni, visto che gli effetti dell'accordo in questione con il Comune di Pontida sono scaduti il 31/12/2012».

«Dunque - prosegue il sibdaco - , con la sola eccezione di un adempimento formale, il Tribunale del lavoro null'altro ha ritenuto di eccepire in merito all'operato del comune, riconoscendone viceversa l'assoluta legittimità con la quale nel corso dell'anno 2012 si è proceduto ad una forma di condivisione del personale fra Enti. Con delibera di Consiglio Comunale (n. 67 del 27/12/2012) il Comune di Filago ha invece approvato una bozza di convenzione che ha per oggetto la gestione associata del servizio di polizia locale e non più il semplice utilizzo del personale dei due Comuni nelle forme previste per le realtà sotto i 5mila abitanti: materia quindi di natura completamente differente dalla precedente, sia dal punto di vista normativo che contrattuale».

«L'approvazione dello schema di gestione associata - continua il sindaco di Filago - è stata preceduta da regolare e rigorosa informativa sindacale - trasmessa il 10 dicembre non solo alla Fp Cgil ma anche alla Cisl -, particolare che nel volantino è stato omesso intenzionalmente. E' doveroso precisare in proposito che a partire dall'01/01/2013 esiste l'obbligo di gestione associata di almeno tre funzioni per gli enti fino a 5.000 abitanti, e la scelta della modalità di gestione (Convenzione fra i Comuni o Unione dei Comuni) è di esclusiva competenza del Consiglio Comunale e non della Fp Cgil Bergamo: Filago ha quindi agito in ottemperanza ad un preciso dettato normativo, senza abdicare ai propri compiti come invece qualcuno vorrebbe far credere».

«Circa le richieste di spiegazioni formulate dalla Fp Cgil relative alla questione in oggetto - prosegue il sindaco di Filago - , non vi è stata alcuna omissione né ritardo nella risposta da parte dell'Amministrazione, dal momento che sono pervenute il 17 dicembre e il 7 gennaio e vale la pena ricordare che la legge assegna un termine di 30 giorni per rispondere. Prima di proporre il ricorso lo scorso 12 ottobre, la Cgil non aveva presentato alcuna richiesta di chiarimento sulle modalità di gestione del servizio di Polizia Locale per l'anno 2012, dando così prova di un atteggiamento contrario al principio di correttezza nelle relazioni sindacali, in spregio delle norme e procedure di raffreddamento dei conflitti espressamente previste dai Ccnl, atteggiamento conflittuale del quale la pubblicazione insistita di questi volantini è un chiarissimo esempio».

«Rammarica - ribadisce il sindaco di Filago - constatare un tale accanimento sull'operato del Segretario Comunale, del funzionario Responsabile del Personale e, in particolare, del Responsabile della Polizia Locale, dipendenti da difendere anch'essi ma per il responsabile della Fp Cgil non meritevoli di tutela neppure sotto il profilo del rispetto della privacy. Stigmatizziamo infine l'accanimento con il quale un sindacato abbia ritenuto di attaccare – perché di questo si tratta – l'operato di alcuni dipendenti, evidentemente anteponendo le proprie ambizioni agli interessi dei lavoratori stessi. Attacco che, si badi bene, la stessa Fp Cgil Bergamo non ha mai intrapreso verso nessun altro dei numerosi Comuni che omettono sistematicamente di trasmettere tali informative».

«Ad una lettura più distaccata e “a freddo” della eccentrica opera diffamatoria impostata dal sig. Brumana - sottolinea il sindaco di Filago -, viene il sospetto che tutto questo attivismo sia quanto meno premeditato e che rappresenti il necessario fumo per coprire le vere sconfitte. La prima è chiaramente l'insoddisfazione del sig. Brumana circa i contenuti della sentenza: il giudice ha sì rimarcato la mancanza formale del Comune, ma non l'ha giudicata così grave come invece voleva il sig. Brumana, sottraendogli così il ruolo di “giustiziere” delle Amministrazioni non allineate al suo pensiero».

«Il secondo fallimento - prosegue Massimo Zonca - è contenuto nella parte della sentenza che invece i comunicati Fp Cgil liquidano con tre righe al massimo: il Tribunale ha rigettato l'istanza voluta dal sig. Brumana sulle modalità adottate dal Comune di Filago per la distribuzione ai dipendenti dei premi per obiettivi, denari dei Cittadini che devono essere oculatamente e meritatamente assegnati se, e solo se, si ottengono risultati. Ancora una volta si è cercato, senza riuscirvi come accadde nel 2006 con analogo tentativo con il coinvolgimento del Prefetto, di smantellare la riforma messa in atto nel 2005 da questa Amministrazione di un metodo basato sul merito di distribuzione dei premi produttività ai dipendenti e sulle modalità di ripartizione delle risorse sui vari progetti».

«Nel ribadire pertanto la sostanziale legittimità dell'azione amministrativa del Comune di Filago e nel confermare piena fiducia nell'operato del Segretario Comunale e dei Responsabili oggetto di attacco personale - conclude il sindaco di Filago -, si diffida il sig. Brumana dal diffondere informazioni distorte in modo da indurre in errore chi legge sull'esatto contenuto degli atti e svolgimento dei fatti e ci si riserva di valutare la sussistenza dei presupposti per una tutela in sede giudiziaria delle ragioni del Comune e della correttezza dell'operato dei propri dipendenti. L'augurio è che comunque questioni come questa vengano affrontate in maniera più costruttiva attorno ad un tavolo, nel rispetto delle reciproche competenze, e non con volantini o proclami».

a.ceresoli

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