Le Mura venete patrimonio Unesco Firmano anche il Friuli e Palmanova

Le Mura venete patrimonio Unesco
Firmano anche il Friuli e Palmanova

Prosegue il cammino della candidatura a patrimonio Unesco delle opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo.

Nella mattinata di sabato 12 settembre, a Palazzo Frizzoni, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e il sindaco di Palmanova Francesco Martines hanno sottoscritto il protocollo d’intesa nazionale a sostegno della candidatura. Il protocollo era già stato firmato da tutti i partner lombardi, ovvero Regione Lombardia, Comune e Provincia di Bergamo: nei prossimi giorni si completerà il mosaico delle firme a sostegno della candidatura con la sottoscrizione da parte dei componenti veneti, ovvero il Comune di Venezia, quello di Peschiera e la Regione Veneto.

Da sinistra: Martines, Serracchiani e Gori

Da sinistra: Martines, Serracchiani e Gori

«Siamo nelle fasi conclusive di un lavoro iniziato nel 2007 – sottolinea il sindaco di Bergamo Giorgio Gori – che ha attraversato diverse amministrazioni e richiesto un grandissimo impegno. Si tratta di una candidatura eccezionale per via della sua natura transnazionale, tanto complessa quanto affascinante alla luce della eredità storica del secolo scorso, quando Italia e Balcani sono state a lungo divise e solo 20 anni fa gli aerei militari italiani sorvolavano la Croazia.Questa è una candidatura di pace e di cooperazione».

Alla lista delle opere di difesa della candidatura si sono aggiunte altre 3 città della ex Jugoslavia: Lesina per la Croazia, Perasto e Dulcigno per il Montenegro. Diventano quindi 11 le città coinvolte nella candidatura. «Stiamo lavorando in modo importante sulla candidatura e stiamo confezionando un dossier che sarà tra i più interessanti degli ultimi anni per quello che riguarda il nostro Paese. – spiega Debora Serracchiani – Non dimentichiamo che questa candidatura abbraccia oltre 1000 chilometri di territorio, 3 diverse Regioni Italiane, 3 diverse nazioni e ben 11 città: è un progetto ambizioso e ne siamo consapevoli, ci stiamo lavorando da molto e conosciamo l’importanza che può avere per i rispettivi territori, sia in termini culturali che di promozione turistica. La capacità di tenere insieme tutti questi diversi partner grazie al filo di Venezia e della sua eredità culturale è la miglior fotografia che possiamo dare in vista della presentazione della candidatura a Parigi il prossimo 1 febbraio. Abbiamo avuto un riscontro positivo dal ministro Franceschini e speriamo quindi di avere una candidatura unitaria a dicembre di quest’anno».

Martines e la Serracchiani

Martines e la Serracchiani

“Un percorso lungo e difficile: – aggiunge il sindaco di Palmanova Francesco Martines – abbiamo sposato il progetto nel 2011 e lo abbiamo fatto con convinzione da subito. Solo 20 anni fa Palmanova contava 5000 abitanti e ben 5500 militari, dislocati nelle tante caserme del nostro territorio. La nostra città, e la candidatura a patrimonio Unesco lo sottolinea con forza, può avere un futuro legato al turismo storico e culturale. Il 9 e 10 ottobre avrà luogo un convegno internazionale a Palmanova, organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, per immaginare la rigenerazione urbana dei centri storici e delle caserme di Palmanova: parteciperà anche il ministro Dario Franceschini, con il quale avremo occasione di dare un ulteriore aggiornamento sul tema della candidatura Unesco».

Una foto aerea di Palmanova

Una foto aerea di Palmanova

Il percorso verso la presentazione della candidatura prosegue il 28 e il 29 settembre con un incontro tra tutti i partner, passaggio fondamentale in vista della chiusura del dossier prevista entro la metà di dicembre. Gli uffici Unesco di Parigi riceveranno entro il 1 febbraio il progetto definitivo: partirà poi il lavoro istruttorio di 18 mesi, un iter destinato a sancire l’esito finale della candidatura a patrimonio Unesco.


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