Giovedì 24 Luglio 2014

Le prime ipotesi per la Brebemi?

In galleria. Ma tutte costosissime

La pagina de L’Eco di Bergamo del dicembre 1996

Chi c’era ricorda che della direttissima Brescia-Milano si cominciò a parlare nel lontano 1996, praticamente 18 anni fa. E le prime ipotesi di tracciato erano completamente interrate. La delibera è del luglio 1996, della Camera di Commercio di Brescia, già allora presieduta da quel Francesco Bettoni visto trionfante mercoledì 23 luglio sul palco all’inaugurazione di Brebemi.

L’ente camerale bresciano, di concerto con quello milanese e bergamasco (all’epoca guidato da Roberto Sestini) commissionò uno studio alla Liuc, la Libera università Carlo Cattaneo di Castellanza per trovare una soluzione al traffico impazzito dell’A4. Dove la quarta corsia da Bergamo a Milano era ben lungi dal venire, e sarà inaugurata solo nel 2007.

Tempo 6 mesi e la Liuc presentò 4 proposte, due decisamente avveniristiche, una impraticabile e la quarta fattibile, l’attuale A35 insomma. La prima: un tunnel di 77 chilometri da Brescia alle porte di Milano intervallato da 10 caselli intermedi: nella Bergamasca erano Bottanuco, Ponte San Pietro, Bergamo, Trescore Balneario e Credaro. Un’idea di uno studio norvegese dal costo di 73 milioni di lire al metro. Totale 5.621 miliardi. Accantonato per cause di forza maggiore.

La seconda: ancora un tunnel, ma attraverso la Bassa. Scartato perché persino più oneroso della prima ipotesi con i sui 88 milioni di lire al metro, per un totale di 6.617 miliardi. La quarta, l’ampliamento dell’A4, cassata causa spazi limitati oltre una quarta corsia che sarebbe venuta 11 anni dopo. Last but non least visto come è poi andata, il tracciato attraverso la Bassa in superficie, in pratica l’attuale Brebemi. La più diretta e anche la più economica dagli studi di allora: 1.880 miliardi di lire. Alla fine è costata oltre 1 miliardo di euro, ma questa è un’altra storia.

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