Lettera di studentessa del Suardo «Arriva Gori, noi chiusi in classe»

Lettera di studentessa del Suardo
«Arriva Gori, noi chiusi in classe»

Arriva il sindaco e ci chiudono in classe. Più o meno è quel che dice un post comparso sul sito de L’Eco di Bergamo in Facebook.

È stato scritto da una studentessa del liceo Secco Suardo dove, sabato scorso, la scuola bergamasca si è data appuntamento per l’inaugurazione dell’anno scolastico.

Il post, indirizzato al sindaco, dice: «Caro Gori, spero che oggi la mia scuola ti sia piaciuta. I ragazzi del corso musicale hanno suonato per te e il preside ha riempito la scuola di fiori e piante trasformando i corridoi in serre olandesi. Volevo dirti però che quella che hai visto oggi tu non è la mia vera scuola. Speravo potessi entrare nella nostra quotidianità, scoprendo la vita di tutti i giorni, invece siamo stati invitati a lasciare le classi solo per andare in bagno e trascorrere l’intervallo in aula».

La studentessa si rivolge poi al preside, chiedendogli «Per caso ti vergogni di noi? Perché hai voluto presentare al sindaco una scuola che non esiste? Insieme ai fiori dovevi mostrargli anche che nei bagni non ci sono né carta igienica nè sapone...». Qui il post vira sul lirico e conclude: «Caro sindaco, la mia vera scuola è più bella e più viva».

Se il sindaco ringrazia e non commenta, il preside Giuseppe Pezzoni commenta, eccome. «Sui bagni sono d’accordissimo: sono vecchi e da rifare, non li ho fatti vedere al sindaco ma all’ingegnere capo della Provincia mille volte, anche pochi giorni fa. Vediamo se è la volta buona. Quanto alla carta igienica, l’anno scorso abbiamo speso 6 mila euro di rotoli. Ora, se gli studenti la piantassero di srotolarla in giro per divertimento, la carta sarebbe sufficiente».

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