L’hinterland nel mirino dei ladri Ma i sindaci non hanno dati aggiornati

L’hinterland nel mirino dei ladri
Ma i sindaci non hanno dati aggiornati

Ogni giorno i mattinali di questura e carabinieri sono un bollettino di guerra e sui social network spopolano i gruppi che condividono le segnalazioni di episodi o presenze sospette.

Bergamo esclusa, sul territorio operano tre stazioni e una tenenza per quasi 300 mila abitanti. Sono i sindaci le autorità più esposte nella gestione della sicurezza. Eppure pochi di loro dispongono di dati aggiornati. Ma come è la temperatura della sicurezza nell’hinterland? Immaginando valori bassi per una situazione di tranquillità e una alti per una frequenza di episodi criminosi tale da mettere in crisi l’ordine pubblico, potremmo diagnosticare una febbre medio alta.

Partendo da nord e citando solo i casi più significativi: a Torre Boldone, dopo un boom di furti in casa nella zona collinare (119 furti tra gennaio e ottobre), il fenomeno sembra rientrato (4 o 5 casi tra novembre e dicembre) anche grazie a un costante pattugliamento di gruppi di volontari coordinati dal Comune. Scanzorosciate intende incrementare il servizio di videosorveglianza e istituire un servizio di pattugliamento notturno con istituti di vigilanza privati. A Seriate il sindaco Crisitian Vezzoli intende «poter disporre dei 18 agenti di polizia locale per la sicurezza dei cittadini direttamente sul territorio, svincolandoli da compiti non propriamente di polizia urbana».

La zona più colpita è la fascia a sud del capoluogo. Su L’Eco di Bergamo la mappa della sicurezza.


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