Venerdì 20 Giugno 2014

«Lobster 53» salpa da Chignolo

Lo scafo di lusso verso La Spezia

La barca Lobster 53 costruita dal cantiere ROSA di Chignolo.
(Foto by Giorgio Bolognini)

Si chiama «Lobster 53», è lunga 15 metri e mezzo, pesa 20 tonnellate ed è interamente made in Chignolo d’Isola, l’imbarcazione che ieri ha preso il largo dalla «Rose Island», l’azienda di cui sono titolari Fabio Rose e il fratello Gabrio, diretta verso La Spezia.

«Un orgoglio tutto italiano anzi orobico», così ha definito Fabio Rose l’imbarcazione che lui chiama amorevolmente «la sua creatura». Suggestiva, a tratti da set cinematografico, l’operazione di carico avvenuta ieri nel tardo pomeriggio nel cantiere dell’azienda. Imponente e superba l’imbarcazione è stata lentamente sollevata e deposta sul trasporto speciale arrivato appositamente da Bologna.

A svettare erano i colori simbolo bianco amaranto dell’azienda che l’acquirente napoletano ha voluto fare propri, mentre all’interno si intravedevano arredi dalle sfumature marron e beige «perché il prototipo oltre a essere stato ideato, creato e assemblato per la prima volta in toto dall’azienda Rose è - come spiega Marino Alfani, yacht designer della Rose - un’imbarcazione essenzialmente romantica, creata su misura per una piccola famiglia». Lobster 53 è il risultato di quattro mesi di un lavoro di squadra che ha impegnato il titolare Fabio Rose come ideatore del progetto, Marino Alfani nel disegno e il capo cantiere Stefano De Franceschi nella realizzazione. Rigorosamente bergamasche anche le aziende che hanno contribuito al successo dell’imbarcazione e che Fabio Rose ha scelto « perché le aziende bergamasche sono di assoluta qualità e garanzia. Così per l’interno ci siamo affidati alla Tecno legno di Terno d’Isola, per gli acciai ai Fratelli Crotti di Bonate Sopra e per le incisioni scritte a Dario Valsecchi di Bergamo, considerato un’eccellenza del settore».

«Siamo stati i primi e siamo rimasti gli unici costruttori in Italia di lobster boats – che è un tipologia di imbarcazione nata essenzialmente come barca da lavoro e solo successivamente trasformata in imbarcazione utilizzata per il tempo libero», spiega con fierezza Fabio Rose. Lui che si è appassionato alle barche da piccolo ascoltando le storie dei noti produttori di imbarcazioni Riva quando andava in vacanza a Sarnico ora ne ha lui stesso da raccontare. Da quel primo gommone che papà Arturo gli regalò a dieci anni come premio per la promozione, di strada ne ha fatta parecchia. Ora tutte le imbarcazioni che escono dal suo cantiere sono pezzi unici. Lobster 53 è un vero gioiello e lo conferma. Adesso anche lui può davvero raccontare storie.

Annamaria Franchina

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