Lombardia, finto allarme terrorismo Su WhatsApp la bufala degli attentati

Lombardia, finto allarme terrorismo
Su WhatsApp la bufala degli attentati

Si stanno susseguendo, in Lombardia, una serie di «leggende metropolitane» che hanno generato quasi una psicosi riguardo episodi, sempre gli stessi, che vedono protagonisti «signori benvestiti di origine araba».

I quali dopo aver perso il proprio portafogli, se lo sono visti restituire da parte di giovani donne le quali, in cambio, hanno ottenuto tutte la stessa raccomandazione: non frequentare grandi città, oppure non prendere la metro il primo maggio, il giorno in cui tra l’altro apre Expo, con l’allusione al pericolo di atti terroristici. All’origine della leggenda metropolitana, un’audio bufala che circola su WhatsApp.

Investigatori e inquirenti milanesi dell’antiterrorismo stanno da tempo monitorando il fenomeno e effettuando gli opportuni riscontri i quali hanno rivelato l’inconsistenza di questi episodi e, quindi, di un reale pericolo di atti terroristici. Si tratta di storie che spesso si sono ripetute in concomitanza di grandi eventi oppure in seguito al verificarsi, all’estero, di attentati. I racconti che sono stati verificati sono stati riconducibili ad un effetto suggestivo relativo agli attentati che si sono succeduti in Europa, in Asia, negli Stati Uniti e in altri paesi.

Dopo la verifica di questi racconti l’antiterrorismo milanese è giunto alla conclusione che non vi sia un reale pericolo.

Il cantiere dell’Expo

Il cantiere dell’Expo
(Foto by Ansa)

La leggenda metropolitana ha contagiato soprattutto ragazze giovanissime, in alcune città lombarde, i cui genitori, in qualche caso, sono andati a denunciare l’accaduto alle Forze dell’ordine. Ne circolano diverse versioni (una riguardo il metrò di Milano, altre altri luoghi) che, però, hanno sempre per protagonista un uomo, apparentemente arabo e ben vestito che perde il portafogli. La ragazza lo trova e lo restituisce: in cambio la ragazza riceve la raccomandazione di «non andare in metrò il Primo maggio». Storielle di questo genere sono ricorrenti ed erano già circolate, pur con diverse sfumature, in anni passati, anche in occasione di attentati in altri Paesi.


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