Lombardia, non solo montagna
Cresce il business del mare - I dati

Sono 885 le imprese lombarde legate al mare su un totale italiano di 25 mila, di cui 340 di costruzione di barche, quasi 200 di pesca e altrettante pescherie. Prime province: Milano con circa trecento, Brescia con 145, Como con circa cento. A Bergamo sono 60.

Lombardia, non solo montagna Cresce il business del mare - I dati

Circa 3mila gli addetti in regione, su un totale nazionale di 76mila. 800 milioni il fatturato del settore in Lombardia, su circa 10 miliardi in Italia. In tre mesi la Lombardia importa pesci e imbarcazioni per un miliardo su un totale italiano di cinque, un quinto del dato nazionale. L’export è di 300 milioni sui 4 miliardi nazionali. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese e Istat 2014 e 2015.

Dal 2014 al 2015 (primo trimestre) in provincia di Bergamo l’export nel settore è cresciuto del 12,9% mentre le importazioni sono aumentate dell’8%. In Lombardia l’export cresce dell’11,6% e l’import del 14,2%.

Il 22 giugno è in programma a Milano un convegno in Camera di commercio sul tema «Nutrire il pianeta. Il contributo dell’economia del mare» dalle 15 alle 18. Promotori: Camera di commercio di Milano, Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano per l’internazionalizzazione, Federazione del mare.

«C’è una parte di economia legata al mare anche in Lombardia - ha dichiarato Giorgio Balzaretti, consigliere della Camera di commercio di Milano -. In un Paese come l’Italia a forte vocazione marittima anche la regione che costituisce il suo motore economico ha una connessione diretta con il mare e i suoi prodotti. In questo settore, infatti, è sempre più rilevante la quota sul totale nazionale di imprese, affari e import».

Durante il convegno Federazione del Mare presenterà, in occasione di Expo 2015, il rapporto Feeding the Planet: the Maritime Economy Contribution sull’apporto delle attività marittime alla distribuzione e alla produzione di merci alimentari, nel mondo e in Italia. Lo studio, affidato alla società D’Appolonia per il primo aspetto e alla fondazione Censis per il secondo mette in evidenza come il trasporto marittimo di alimenti, la pesca e l’itticoltura rivestano un’importanza cruciale nel rendere possibile lo sviluppo dell’economia agro-alimentare e una soddisfacente nutrizione della popolazione mondiale.

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