Lombardia, voto (elettronico) a novembre
«E gli strumenti resteranno alle scuole»

Dopo il via libera dell’aula, il presidente Maroni traccia la road map verso le urne per la richiesta di maggiore autonomia.

E ora si va al voto. Ma quando? Maroni ha informato della sua intenzione di «sentire tutte le parti politiche del Consiglio regionale, non solo quelle che hanno votato a favore del referendum. Questa non è la consultazione del governatore o di una parte politica, ma della Regione Lombardia. Assumerò una decisione in merito come presidente, ma voglio che tutti siano coinvolti e che ci sia la massima condivisione».

«Il prefetto di Milano mi ha chiesto di evitare la sovrapposizione fra la consultazione ed Expo, perché avrebbe difficoltà a dislocare presso i seggi elettorali le forze dell’ordine, che in quel periodo, invece, saranno impiegate per presidiare la città. Mi sembra una richiesta accoglibile anche perché ci serve il tempo per trovare hardware e software per il voto elettronico». Quindi, a fronte delle due finestre che prevede la nuova legge, maggio -giugno e ottobre-novembre, è molto più probabile la seconda. E considerato che Expo si chiude il 31 ottobre, novembre sarà il mese prescelto.

Il governatore ha sottolineato che anche un importante gruppo politico di opposizione (il Movimento 5 Stelle) ha votato a favore del referendum sull’autonomia «senza chiedere nulla in cambio e senza che nulla gli sia stato concesso», portando il contribuito «che io ho condiviso, dell’introduzione del voto elettronico. Saremo la prima Regione a investire sull’innovazione in materia, anche in questo saremo un modello».

«Ci sono – ha ricordato Maroni– diversi Paesi che già utilizzano il voto elettronico, dobbiamo valutare quale sia il sistema che possa essere utilizzato da noi. Io, inoltre voglio fare qualcosa in più. Per quanto riguarda i macchinari che allestiremo nei seggi scolastici, mi piacerebbe riuscire a trovare degli strumenti elettronici che poi possano essere lasciati negli istituti come dotazione scolastica. Questo ridurrà ancora di più i costi del referendum, perché parte della spesa si tradurrà in un investimento a favore delle scuole pubbliche lombarde».

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