Ludopatia, anche giovani a rischio Perché si muovono molto su internet

Ludopatia, anche giovani a rischio
Perché si muovono molto su internet

«La ludopatia esiste anche tra i giovani, e forse è più difficile ancora da monitorare perché le nuove generazioni si muovono sul web, liberamente e tanto rapidamente da non accorgersi dei rischi ai quali si va incontro».

L’assessore regionale Viviana Beccalossi, che aveva proposto la legge regionale contro le ludopatie poi approvata a fine 2013, ha parlato così mercoledì mattina 11 febbraio agli studenti della Consulta provinciale studentesca, mettendo sul tavolo tutte le questioni che ruotano intorno a questo fenomeno.

«Tra il 2012 e il 2013 si è registrata una crescita del 400% delle sale giochi nella Bergamasca - ha detto l’assessore -. Tra il 2013 e il 2014 invece l’aumento è stato del 17% ed era il quindicesimo dato nazionale. E poi ancora: 1.500 sono i bar, locali e tabaccherie con slot, che nella Bergamasca sono 6.000. I numeri più allarmanti sono quelli relativi ai giocatori presi in carico dal Sert e dall’Asl che a Bergamo erano 223 nel 2013 mentre nel 2005 erano 28».

Quest’ultimo dato deve far riflettere perché spinge Bergamo al secondo posto nella speciale classifica regionale sul numero di giocatori assistiti dagli enti. «Il gioco d’azzardo è ingannevole già a partire dal suo nome - ha spiegato il dottor Luca Biffi del dipartimento delle dipendenze di Asl -. Il gioco implica una capacità del giocatore che può metterci del suo per cambiare il risultato, mentre l’azzardo non consente questo privilegio al giocatore stesso. L’azzardo inoltre induce chi si mette al tavolo a escogitare tecniche illusorie per provare a cambiare, ad esempio, l’esito di un lancio di dadi che invece inizialmente dà alle sei facce sempre le stesse probabilità di uscire. Questo ha ovviamente un risvolto economico deleterio, ma anche dal punto di vista psicologico il quadro clinico del giocatore diventa preoccupante. Infatti è scientificamente provato che la ludopatia ha effetti del tutto simili a quelli di altre dipendenze come quella dalla droga o l’alcolismo».


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