Marche e Umbria, è emergenza  25 mila sfollati. Controlli anche a Roma
I satelliti hanno evidenziato che, in seguito alla violenta scossa di domenica mattina, il terreno si è abbassato anche di 70 centimetri

Marche e Umbria, è emergenza

25 mila sfollati. Controlli anche a Roma

Da domenica registrate 700 scosse; oltre 15 mila gli assistiti dalla Protezione civile e 25 mila gli solalti. A Roma controlli su diversi palazzi con 28 appartamenti evacuati.

Sono seguite altre 700 scosse a quella terribile di magnitudo 6.5 che domenica ha devastato il Centro Italia, radendo al suolo interi Comuni e provocando una ferita profonda al patrimonio artistico italiano. Un sisma potente quasi quanto quello dell’Irpinia e che, dalle prime immagini inviate dai satelliti, ha fatto abbassare il suolo delle zone colpite fino a 70 centimetri.

Crocerossa, Protezione Civile a Porto Sant'Elpidio al centro turistico Holiday ora adibito per ospitare i terremotati del cento Italia

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E se è ancora presto per poter fare una stima dei danni, la vera emergenza è ora rappresentata degli sfollati. Per ora – ma i numeri sono destinati inevitabilmente a salire – sono oltre 15 mila le persone assistite dal Servizio nazionale della Protezione civile. Ancora complicata la stima degli sfollati, che ricomprende anche coloro che hanno perso la casa ma hanno trovato da sé una sistemazione alternativa, da famigliari o amici. La maggiore emergenza da questo punto di vista è nelle Marche, dove i senza casa sarebbero 25 mila, quasi tutti concentrati (circa 21 mila) nella provincia di Macerata.

Le Forze armate al lavoro per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto

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In Umbria invece gli sfollati sarebbero più di 5 mila (di cui 2.800 assistiti), in Abruzzo i «fuori casa» 3.000, mentre in Lazio i soli assistiti circa 800. In tanti, soprattutto a Norcia, la città divenuta il simbolo di questo terremoto, con la Cattedrale di San Benedetto ridotta solo alla facciata, non hanno voluto allontanarsi dalle loro case, preferendo trascorrere la notte in auto piuttosto che negli hotel messi a disposizione sul lago Trasimeno. E hanno chiesto con veemenza di non essere «deportati» ma di poter restare nella loro terra, in tende attrezzate, sino a quando non saranno pronte le casette di legno.

Nelle aree disastrate sono arrivate anche delle tende collettive: tre quelle già montate a Norcia, dove si conta di poter garantire in tutto 300 posti letto, evitando a chi resta il peso di un’altra notte in auto. Sempre a Norcia è stato parcheggiato un autobus con cinquanta posti per permettere di trascorrere la notte al caldo almeno a una cinquantina di persone.

Un momento dello sgombero in una palazzina Ater di piazza Perin del Vaga per i danni provocati dal sisma nel centro Italia, Roma

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Intanto anche Roma continua a fare i conti con gli effetti del sisma. Oltre alle scuole, chiusa anche l’Università La Sapienza per verifiche. Inagibili due chiese del centro, San Francesco nel rione Monti e quella di piazza Sant’Eustachio; per diverse ore traffico vietato sul Ponte Mazzini, sul Lungotevere, a causa di una crepa e di una perdita d’acqua: dopo le verifiche sono rimasti inagibili i marciapiedi.

Nella giornata di lunedì 31 ottobre sono stati evacuati 28 appartamenti in un palazzo in zona Flaminio, a Roma per evidenti lesioni su una scala interna da cui si accede alle abitazioni. Virginia Raggi ha annunciato di voler passare al setaccio per ben due volte gli istituti scolastici.

Su L’Eco di Bergamo del 1° novembre pagine di approfondimento sul dramma del sisma

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