Mercoledì 09 Novembre 2011

Masso ciclopico pericolante
Sgomberate case e aziende

«Impressionante». Basta l'aggettivo del geologo Claudio Merati, dirigente della Sede territoriale della Regione (Ster) per descrivere il macigno che incombe su tre case, due aziende e una chiesetta in località San Rocco di San Pellegrino.


Alto circa 12 metri e largo quattro, è lontano alcune centinaia di metri, ma considerata la fortissima pendenza del versante, potrebbe raggiungere comunque gli edifici. E sotto si trova anche la strada provincialeche oggi, mercoledì, molto probabilmente, è stata chiusa al traffico.


Martedì, dopo la relazione dei geologi Alberto Frassoni e Marco Maggi, l'ordinanza del Comune: sono stati sgomberati una falegnameria, un capannone artigianale di un'azienda edile, tre case attualmente disabitate e la chiesetta della parrocchia di Fuipiano al Brembo.


«Già a giugno, dallo stesso macigno si erano staccati alcuni pezzi – spiega il sindaco Vittorio Milesi –. E dopo il sopralluogo con la Regione i proprietari dei terreni erano stati invitati alla pulizia delle aree. È stato durante questi sopralluoghi che è stato individuato il macigno pericolante. Abbiamo allora chiesto un sopralluogo dei geologi e dopo la relazione si è deciso per lo sgombero degli edifici che rientrano nel cono di possibile caduta del masso».


«Il macigno – spiega Merati – è inclinato del 75% e appoggiato su un cuneo di roccia calcarea fratturata. Dovesse rompersi la base, il masso precipiterebbe su un versante quasi verticale, spaccandosi in tanti pezzi e raggiungendo case e strada. Il muro di protezione e il paramassi esistenti non basterebbero a fermare la caduta».


Ma tutto il fronte sembra essere a rischio. «Il versante è spaventosamente fratturato – spiega l'ingegner Alberto Frassoni, autore della relazione tecnica per il Comune di San Pellegrino –. Già in passato erano state individuate nella montagna fratture profonde 60 metri e nell'alveo del Brembo si trovano macigni precipitati in altre occasioni. Considerate le caratteristiche del versante non è assurdo ipotizzare che si possano staccare pezzi di montagna».


«Il rischio in quell'area è significativo – conclude Merati – come peraltro individuato dal nostro studio idrogeologico sulla valle. Si dovrà valutare attentamente come intervenire per la messa in sicurezza sia del macigno sia di tutto il versante».

a.ceresoli

© riproduzione riservata