La Camusso contro i governatori del Nord «Sui migranti alimentano paure»

La Camusso contro i governatori del Nord
«Sui migranti alimentano paure»

«È triste che Regioni che hanno più possibilità economiche si tirino fuori alimentando paure». Così il leader della Cgil, Susanna Camusso, ai cronisti a proposito delle posizioni delle Regioni Lombardia, Veneto e Liguria sulla gestione del fenomeno dell’immigrazione ribadite durante l’incontro a Palazzo Chigi. E Maroni risponde: la Lombardia è campione di accoglienza e integrazione di immigrati regolari che rispettano le regole.

Le dichiarazioni del leader Cgil arrivano dopo l’incontro nella mattinata di giovedì 25 giugno a Palazzo Chigi tra il premier e i presidenti delle Regioni, al termine del quale il governatore lombardo Maroni ha dichiarato:

«L’incontro con Renzi è stato assolutamente deludente e inutile: nessuna risposta concreta ai problemi. Continua il caos immigrazione. Il premier ha chiesto unità ma sono solo chiacchiere, io chiedo risposte concrete a piani concreti» spiega il governatore lombardo. «Permane, per quanto mi riguarda, la linea che ho indicato e cioè che non siamo disponibili ad accogliere nuovi immigrati perchè siamo al completo».

Susanna Camusso

Susanna Camusso

Luca Zaia, presidente del Veneto ha aggiunto: «Dall’incontro non è emerso nulla di nuovo ma non sono venute fuori grandi novità: ci aspettavamo relazioni internazionali forti ma non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Noi continuiamo a dire no a nuovi arrivi» - ha proseguito Zaia - secondo il quale l’inchiesta su Mafia Capitale «ha indebolito il governo sul fronte della trattativa con l’Europa».

Luca Zaia e Roberto Maroni

Luca Zaia e Roberto Maroni

«Questa è la strada sbagliata, bisogna bloccare le partenze e poi ne parliamo. Ma finchè continuano ad arrivare non si può scaricare sui territori attraverso i prefetti con un atto di imperio di Roma senza coinvolgere i territori stessi e le Regioni. Questo metodo non funziona, crea reazioni, tensioni e una situazione ingestibile, da qui la nostra reazione. Bisogna cambiare metodo, confidiamo nel fatto che Palazzo Chigi possa modificare l’atteggiamento del Viminale. Vedremo» ha concluso Maroni.


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