Moro rinviato a giudizio: corruzione E spunta un conto da un milione

Moro rinviato a giudizio: corruzione
E spunta un conto da un milione

Rinvio a giudizio per l’ex assessore Marcello Moro con l’accusa di corruzione, mentre l’imprenditore Pierluca Locatelli è stato condannato a sei mesi (invece che a 4 anni) con il rito abbreviato per corruzione impropria. Stiamo parlando della presunta tangente di Locatelli a Moro per i lavori a Sant’Agostino.

Il pm aveva chiesto per l’imprenditore di Grumello del Monte - accusato di corruzione e finanziamento illecito dei partiti - il massimo della pena, ovvero quattro anni. Invece c’è stata una forte riduzione e Locatelli se l’è cavata con 6 mesi perché è stato riconosciuto che il reato di corruzione non è stato commesso per atti contrari ai doveri d’ufficio, che bensì erano conformi. La procedura amministrativa era regolare.

Moro è stato rinviato a giudizio per corruzione, perché avrebbe intascato 50 mila euro per sbloccare il pagamento dei lavori a Sant’Agostino. Rinviato a giudizio per finanziamento illecito ai partiti Massimo Vitali, amministratore delegato della Vitali spa di Cisano, che con Locatelli si sarebbe fatto carico dell’affitto dei locali e dello stipendio della segretaria della sede diplomatica del Ghana a Milano di cui Moro era console onorario. Assolta la dipendente comunale che - indotta dall’ex assessore - era stata accusata di aver apposto una firma falsa, quella di Moro, su una delibera di nomina del segretario generale di Palafrizzoni.

Parliamo di una vicenda datata 2009 e di 890 mila euro che il Consiglio comunale, allora di centrodestra, aveva riconosciuto fuori bilancio in favore dell’impresa Baldassini-Tognozzi che aveva lavorato a Sant’Agostino. Locatelli, che era creditore di quella azienda, aveva confessato di aver dato i 50 mila euro a Moro per velocizzare quel pagamento.

Tra l’altro, nel corso della giornata si è venuto a sapere che il pm Giancarlo Mancusi ha messo sotto sequestro preventivo un conto corrente, in una banca svizzera, di un milione di euro intestato a una società fiduciaria italiana che però sarebbe riconducibile proprio a Moro.


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