Morto a Gorlago: niente autopsia Tragico gesto del commerciante

Morto a Gorlago: niente autopsia
Tragico gesto del commerciante

Non sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Roberto Crespi, il rappresentante di 68 anni di Gorlago, morto in circostanze che non erano sembrate chiare nel pomeriggio di mercoledì 31 dicembre.

Gli inquirenti hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto sgombrando il campo da ogni dubbio e hanno riconsegnato la salma ai familiari per i funerali. È stato un tragico gesto del sessantottenne. La polizia locale del Consorzio intercomunale dei Colli il giorno dell’ultimo dell’anno lo aveva cercato per notificargli un atto giudiziario e lo aveva trovato privo di vita nel cortile interno del condominio dove abitava, in via Asperti 11, nel centro storico del paese.

Si era ipotizzato che fosse salito sul tetto della palazzina di due piani, dove viveva, e che da lì sia caduto, anche se non se ne conoscevano le ragioni: non si voleva far trovare dagli agenti e quindi si era rifugiato lì, per poi precipitare accidentalmente? Oppure si è trattato di un gesto volontario, dettato dalla disperazione? Le indicazioni raccolte hanno indotto gli inquirenti a puntare sulla seconda ipotesi.

Il dramma di Gorlago

Il dramma di Gorlago
(Foto by FotoBerg)

L’agente della polizia locale il 31 dicembre aveva attraversato il cortile interno del piccolo condominio, senza imbattersi in nulla di anomalo, tantomeno nel corpo di un uomo. Aveva raggiunto la porta dell’appartamento dove Crespi abitava con la moglie ed era stata proprio la consorte ad aprire. L’agente le aveva chiesto dove fosse il marito. La donna avrebbe risposto che fino a un attimo prima si trovava in casa con lei. Aveva iniziato a cercarlo e a preoccuparsi per quello che poteva essergli successo. Poco dopo l’agente, non avendo trovato il destinatario dell’atto che doveva notificare, era sceso di nuovo in cortile, facendo però la macabra scoperta. Roberto Crespi era riverso sul selciato.

Sul posto era intervenuta un’ambulanza del 118: il medico non aveva potuto far altro che constatare il decesso. Il dottore avrebbe anche rilevato una profonda ferita nella parte posteriore del capo, giudicata non pacificamente riconducibile alla caduta al suolo. Si era però esclusa la morte per mano altrui, anche perché nessuno fra i residenti aveva sentito o visto nulla di sospetto.


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