«Movida, il nuovo regolamento colpisce tutti senza distinzioni»

«Movida, il nuovo regolamento
colpisce tutti senza distinzioni»

Lunedì 15 giugno si va in aula a Palafrizzoni. Interviene Lorenzo Carminati, presidente provinciale Fiesa Confesercenti.

«Lunedì 15 Giugno va in scena, in Consiglio Comunale a Bergamo, il «Regolamento per la convivenza fra le funzioni residenziali e le attività degli esercizi commerciali e artigianali alimentari, dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e di svago nel territorio cittadino». Il tentativo di superare le conflittualità che spesso sorgono in una via, quando sono presenti locali che esercitano la loro attività prevalentemente nelle ore serali e notturne, è lodevole e degno di considerazione» spiega Lorenzo Carminati, presidente provinciale Fiesa Confesercenti e già consigliere comunale di maggioranza (con delega al piccolo commercio) durante la Giunta Tentorio.

«Troppo spesso abbiamo assistito a fenomeni tipo gli assembramenti di persone, per lo più giovani, davanti a locali, che nelle ore notturne poco si peritano di recare danno ai residenti della zona, innescando lamentele più che giustificate generate da avventori poco civici con schiamazzi e talvolta imbrattamenti. Tutto bene quindi? Si e no. Intanto si ritiene giusto che l’amministrazione si adoperi affinché gli esercenti che indirettamente sono causa di disagi, in qualche modo collaborino nella gestione per contenere questi fenomeni, ma sarebbe forse meglio che le azioni intraprese riguardassero solamente i trasgressori delle regole di sana convivenza, peraltro circoscritte in poche zone, mentre con questo regolamento si agisce nei confronti di tutti gli operatori della città».

«L’impostazione di queste regole, fatte salve le buone intenzioni degli estensori, come la limitazione degli orari di apertura serale, il divieto di pubblicizzare alcolici, l’imposizione per tutti di “assicurare una completa pulizia e massima igiene………di tutti gli spazi ed i luoghi contigui o vicini agli esercizi..”, di “assicurare da parte dei pubblici esercizi di somministrazione e degli esercizi artigianali alimentari anche da asporto, la completa e piena fruibilità dei servizi igienici interni ai locali (consentendone l’utilizzo gratuito al pubblico)”, oltre che a mostrare profili di dubbia legittimità, viste anche le molte sentenze competenti in materia, appaiono vessatorie, soprattutto quando i destinatari delle norme igieniche sono anche i negozi di vicinato come i panifici, macellerie, salumerie, pasticcerie, drogherie, pescherie, fruttivendoli, pastifici, che da sempre svolgono non solo una funzione economica, ma anche e soprattutto una funzione sociale, essendo un presidio naturale del territorio e un valore aggiunto, e mai causa di degrado ambientale».

«Questo regolamento, così come è stato scritto, induce i tanti operatori economici della città e i loro clienti, consumatori e cittadini, a pensare che ci sia una visione preconcetta ed ideologica nei confronti dei negozi in genere e in alcuni in particolare. Qui si tende in alcuni casi, ad invertire le parti, perciò le cose che non riesce a fare l’amministrazione vengono addossate agli esercenti, rei di voler lavorare, nella stragrande maggioranza, bene e nel rispetto delle leggi. A proposito di leggi, nella selva oscura in cui ci si deve districare quotidianamente, gli operatori economici ora avranno un regolamento in più, con tanti punti interrogativi che, ci auguriamo, vengano presto sanati, anche a mezzo di un ravvedimento operoso in corso d’opera, ascoltando i suggerimenti delle associazioni di categoria».


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