Venerdì 04 Maggio 2012

Nakky, lo spacciatore viene da Internet?
Su Facebook messaggi agghiaccianti

Mentre la comunità di Mariano di Dalmine ha dato l'ultimo saluto a Nakky Di Stefani, le forze dell'ordine sono fortemente impegnate nello scoprire chi ha venduto la droga al 19enne morto nelle prime ore del 1° maggio all'interno del Bolgia di Osio Sotto.

I militari indagano anche nel mondo di Internet, più specificatamente nella bacheca virtuale di Facebook della giovane vittima. Da circa un anno, infatti, Nakky – morto per un mix di ecstasy, cannabis e amfetamine – aveva cominciato a pubblicare tutta una serie di commenti, immagini e filmati sull'uso di sostanze stupefacenti.

L'interrogativo è: aveva uno spacciatore fisso? L'aveva conosciuto proprio su Internet? Il 1° settembre scorso, alle 12,52, Nakky aveva pubblicato sul suo profilo, via cellulare, il messaggio: «Cercasi toons», dove «toons» sta per droga, come si evince anche dai commenti di alcuni suoi amici. L'8 luglio 2011 il diciannovenne ammetteva di essere stato male dopo una nottata in discoteca: «Sono collassato e volevano chiamare l'ambulanza», scriveva alle 10,51, sempre dal cellulare.

A un amico che gli chiedeva spiegazioni, Nakky rispondeva: «Ho fatto un po' di casino sulla pista, ero troppo preso bene». Al che, un altro amico replica: «Sei uno scemo, eri distrutto». E, ancora: «I buttafuori ti volevano uccidere e poi andavi contro le ragazze che ballavano, cadevi sui tavoli dove c'era la gente: eri devastato». E il diciannovenne ammetteva: «Giusto, ero devastato!». Conferma un altro amico: «Nakky, eri messo veramente male!».

Il 13 dicembre il diciannovenne condivideva un video intitolato «LSD overdose»: un filmato piuttosto choccante che mostra gli effetti di un'overdose da allucinogeni di un ragazzo russo. Altra «condivisione» virtuale il 18 novembre 2011, è un altro filmato e si intitola: «Due sballati al collage: - Hai delle cartine? Hai dell'erba?». Nakky commenta: «No, c'ho ecstasy. Ah ah ah». Il 7 dicembre il diciannovenne condivide la notizia: «Più canne, meno ipocrisia: Praga diventa la nuova Amsterdam».

Agghiacciante la frase che pubblica il 2 febbraio, tre mesi prima della sua morte: «Per andare in Paradiso bisogna essere strafatti». Secondo Tonino Vecchi, titolare del Bolgia, questi commenti dimostrano che il giovane era un «habitué della droga». «A me spiace quello che gli è accaduto, però stanno dando la colpa della sua morte alla nostra discoteca, mentre, purtroppo, questo ragazzo aveva già dei problemi di droga».

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a.ceresoli

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