New York, 8 morti e 15 feriti «È terrorismo, forse un lupo solitario»

New York, 8 morti e 15 feriti
«È terrorismo, forse un lupo solitario»

Ha lasciato un bigliettino vicino al furgoncino usato per l’attacco, nel quale ha scritto che agiva per l’Isis, il killer che martedì 31 ottobre ha fatto tornare il terrore a poche decine di metri dal World Trade Center a New York, il «Ground Zero» dell’11 settembre.

Alcuni appunti scritti a mano e rinvenuti vicino al furgoncino bianco che aveva affittato mostrano la sua fedeltà allo stato islamico. Nessun collegamento diretto è però per ora emerso: le indagini continuano in attesa di sentire proprio l’aggressore, ricoverato in ospedale dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. L’attacco, il peggiore a New York dall’11 settembre, riaccende il dibattito sull’immigrazione negli Stati Uniti.

Alle tre del pomeriggio un camion è piombato su una delle più affollate piste ciclabili di Manhattan facendo una strage: almeno otto morti e una quindicina di feriti, ma il bilancio potrebbe salire ancora. L’aggressore è un 29enne di nome Sayfullo Habibullaevic Saipov, di origini uzbeke, secondo la Cbs: vive a Tampa, in Florida, e sarebbe arrivato negli Stati Uniti dal 2010. È stato neutralizzato dalla polizia un chilometro dopo la strage, mentre gridava «Allahu Akhbar»

.«Ci troviamo di fronte a un lupo solitario che verosimilmente non ha mai avuto alcun contatto fisico con le basi concrete dell’Isis. Un soggetto che verosimilmente ha colto questo messaggio via web». questa l’ipotesi ai microfoni di ’6 su Radio 1’ del deputato Stefano Dambruoso, magistrato, esperto di terrorismo, sull’attentato di New York. «È l’ennesima esecuzione di quel messaggio con cui il califfato aveva mandato ordini a chiunque di attivarsi con qualunque mezzo e qualunque strumento» ha osservato ancora, spiegando che dall’11 settembre «lo scambio di informazioni di tutti gli operatori di intelligence a livello globale è migliorato» ma che questo «non consente di azzerare il rischio di fronte a soggetti singoli che decidono di trasformare il proprio disagio di vita in attività terroristica. Di fronte a questo tipo di attentatore c’è davvero poco da fare».

Donald Trump annuncia: «Ho ordinato al Dipartimento per la Sicurezza Nazionale un rafforzamento dei controlli su chi entra nel paesè. Saipov, che è autista Uber e vive nel New Jersey, è dell’Uzbekistan, paese non incluso nel bando agli arrivi dalle nazioni a maggioranza musulmana di Trump». Tra le vittime un cittadino belga e cinque argentini.

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