No alle zone rosse «anti migranti» Calolzio, i parroci scrivono al sindaco
Il presidio a Calolziocorte contro le zone rosse «anti migranti»

No alle zone rosse «anti migranti»
Calolzio, i parroci scrivono al sindaco

Cittadini, studenti, politici e associazioni in piazza per il presidio. I sacerdoti della zona chiedono il ritiro del provvedimento che vieta centri per migranti in alcune aree del paese.

Almeno duecento persone hanno presenziato sabato 13 aprile a Calolziocorte, davanti al municipio, al presidio «silenzioso» organizzato dal gruppo di opposizione di centrosinistra «Cittadini uniti per Calolziocorte», per protestare contro il regolamento sulle strutture di accoglienza per migranti, che introduce sul territorio zone rosse (dove gli insediamenti sono vietati) e blu. Alla manifestazione hanno partecipato semplici cittadini, rappresentanti di organizzazioni sociali e politiche, di associazioni e anche persone dell’altro gruppo di opposizione «Cambia Calolzio». Tra i partecipanti un’intera classe del liceo scientifico «Lorenzo Rota». «Abbiamo discusso ieri in classe e abbiamo voluto essere presenti per esprimere il nostro disaccordo», hanno sottolineato gli studenti.

Sulla vicenda c’è anche una presa di posizione dei parroci della Valle San Martino. «Ci siamo incontrati tra noi - spiega monsignor Angelo Riva, parroco di Carenno e Lorentino, vicario della Cet Valle San Martino e Ponte San Pietro - per esaminare il provvedimento, dopo averlo richiesto al sindaco. La nostra posizione è contraria, con la condivisione dell’editoriale apparso venerdì su “L’Eco di Bergamo”. Ho così consegnato una lettera al sindaco, dove si chiede il ritiro del provvedimento, con la disponibilità al confronto e al dialogo, per trovare una soluzione condivisa».


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