«Non Osama, Usama: è un mio amico» L’imam di Zingonia spiega le telefonate

«Non Osama, Usama: è un mio amico»
L’imam di Zingonia spiega le telefonate

«Non Osama, Usama: è un mio amico». L’imam di Zingonia in carcere a Bergamo da venerdì con l’accusa di terrorismo internazionale, ha spiegato così alcune sue conversazioni telefoniche.

«Usama - ha raccontato l’uomo al suo legale - è un fratello per me: nel mondo islamico siamo tutti fratelli. Se avessi conosciuto Bin Laden l’avrei detto al telefono?»

La difesa venerdì mattina depositerà in tribunale a Bergamo, ma con destinazione finale il tribunale della libertà di Cagliari, la richiesta di riesame. I giudici sardi avranno poi dieci giorni per decidere se accogliere o rigettare la richiesta.

L’arresto dell’imam

L’arresto dell’imam

Nel frattempo, però, riguardo all’imminente destino cautelare dell’imam, per ora in isolamento in via Gleno a Bergamo, potrebbero materializzarsi due opzioni. Il trasferimento in un carcere di massima sicurezza, vista la tipologia di reato contestato al pakistano quarantaduenne, che è appunto il terrorismo internazionale. Oppure una richiesta di estradizione che il Paese d’origine dell’imam, appunto il Pakistan, potrebbe avanzare.


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