Nozze in vista tra Sea e Sacbo Ryanair: «Siamo preoccupati»

Nozze in vista tra Sea e Sacbo
Ryanair: «Siamo preoccupati»

O’Leary non nasconde perplessità: «Ridurrebbe la concorrenza e ridurrebbe l’innovazione».

La fusione tra Sea e Sacbo? Per Michael O’Leary, patron di Ryanair, non s’ha da fare. Intervistato da Linkiesta, l’irlandese volante non nasconde le sue preoccupazioni in merito alla possibile unione tra le società che gestiscono Linate, Malpensa e Orio al Serio, oggetto di uno studio affidato a Stefano Paleari, rettore (in scadenza) dell’Università di Bergamo e direttore scientifico di Iccsai, il centro studi sulla competitività aeroportuale nato ad Orio. Gli esiti dello studio sono attesi a gironi, ma la possibilità della fusione (e della successiva quotazione in Borsa) pare più che probabile.

L’aeroporto di Malpensa

L’aeroporto di Malpensa

«La verità è che Malpensa ci ha scelto, avendo visto la crescita di traffico che c’è stata negli ultimi anni a Orio al Serio. Erano preoccupati dello spostamento di Air Berlin a Linate e per il fatto che EasyJet non cresceva, avevano bisogno di una forte crescita di traffico a Malpensa. Quindi Malpensa è venuta da noi e ha detto: “Possiamo avere un tipo di crescita come quella che avete fatto a Bergamo?”. Abbiamo detto di sì, crediamo che si possa crescere fortemente in due aeroporti milanesi, Bergamo e Malpensa, esattamente allo stesso modo in cui cresciamo fortemente nei due aeroporti di Roma, Ciampino e Fiumicino» esordisce O’Leary.

L’aeroporto di Orio al Serio

L’aeroporto di Orio al Serio

Ma di fronte alla domanda sulla possibile fusione, i toni cambiano: «Penso che la concorrenza tra Malpensa e Bergamo e tra Malpensa e Linate sia una cosa buona per il settore in generale. È per questo che siamo preoccupati da una fusione tra Malpensa e Bergamo, perché ridurrebbe la concorrenza e ridurrebbe l’innovazione. Credo che il governo italiano abbia bisogno di cominciare a vendere, privatizzare gli aeroporti. C’è troppo denaro legato agli aeroporti, quel denaro potrebbe essere utilizzato in altre cose in Italia, pur continuando a incoraggiare gli aeroporti a crescere e a innovare».


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