Martedì 09 Ottobre 2007

Nuove costruzioni a Bergamo
E’ scontro in consiglio comunale

«Noi non siamo disponibili alla logica del tóca negót». Il sindaco Roberto Bruni, in Consiglio comunale, sceglie il dialetto per dire fuori dai denti che non ci stanno, lui e il centrosinistra (al netto di Giuseppe Anghileri e Mario Girola) a «cristallizzare la città. Una città – aggiunge – si sviluppa se si trasforma e Bergamo ha grandi opportunità. La sfida, che noi abbiamo raccolto, è conciliare lo sviluppo con la tutela del territorio». Quello di ieri sera è stato un Consiglio in convocazione straordinaria. Al centro del dibattito un solo tema: le scelte urbanistiche. In sala il pubblico più folto almeno dell’ultimo anno (circa 40 persone), molto eterogeneo: associazioni, circoscrizioni, esponenti della politica locale, gruppi di quartiere e addirittura qualcuno intento a distribuire volantini in cui i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo (Carc) esprimono «solidarietà alla lotta delle masse popolari di Campagnola».«No a nuovi piani»In discussione due ordini del giorno. Il primo, presentato da Mario Girola (ex Lista Bruni) e firmato dal centrodestra, chiedeva di limitare l’adozione di piani integrati di intervento (Pii) in attesa dell’approvazione del Piano di governo del territorio (Pgt): «Certi interventi urbanistici rischiano di andare a esclusivo vantaggio degli operatori privati che, per qualche modesta opera in cambio, quasi assurgono al ruolo di benefattori», è stato l’affondo di Girola. Correlata al testo, una tabella con piani (molti anche non certi, come il progetto di Stadio 3000) e maxi stima finale di 3 milioni 192 mila 913 metri cubi di nuove volumetrie. Il tutto mentre la stima ufficiale è di 656 mila 734 metri cubi.Testi respintiIl secondo documento, invece, portava la firma di Giuseppe Anghileri (l’Aratro). Fra le richieste: una variante al Prg che evitasse rilasci di concessioni edilizie «su qualsiasi porzione di verde», incentivi per le ristrutturazioni e i risanamenti conservativi, un referendum sul Pgt «se considererà insediamenti complessivi per più di 1000 abitanti». Il testo di Anghileri è stato respinto, con il centrodestra che in parte l’ha appoggiato e in parte si è astenuto, idem quello di Girola, che però ha ottenuto il sì di tutta l’opposizione. «Chiediamo di fermare i piani in variante al Prg perché il periodo transitorio è delicato – ha detto Franco Tentorio (An) – e in passato ci sono stati casi di sperequazioni». «La pianificazione dovrebbe avvenire in sintonia con la Grande Bergamo», è la tesi di Gianfranco Ceci di Forza Italia. E Ambrogio Amati (Lista Veneziani): «L’amministrazione non ha il mandato di portare la città da 117 mila abitanti a 150 mila». Mentre il leghista Daniele Belotti ha attaccato: «Stupisce il silenzio di certa sinistra che della difesa del territorio ha fatto la sua bandiera, almeno a parole».«Caso strumentale»A tutti ha risposto Bruni, senza lesinare dure critiche: «Non ci sottraiamo al confronto che è legittimamente richiesto – ha affermato Bruni –, ma questa è una evidente strumentalizzazione di gruppi che ora parlano di cementificazione ma che, di fronte alla proposta di un confronto concreto a novembre (con la presentazione in Consiglio del documento preliminare del Pgt, ndr) hanno detto di no. Questo non è indice di serietà». Poi Bruni ha spiegato: «La mia convinzione che questa sia una polemica strumentale ha quattro motivi. Uno: dal punto di vista normativo l’adozione di Pii nel periodo transitorio è prevista dalla Legge 12 per volere stesso della Regione, dove la maggioranza è di centrodestra. Due: questa amministrazione si è dotata di un documento d’inquadramento dei piani molto rigido, in aggiunta a quello previsto da Veneziani. Tre: la coerenza di ogni intervento con il Prg e con il futuro Pgt è valutata con attenzione dai tecnici dell’ufficio Piano. Quattro: i piani coinvolgono aree industriali dismesse, è un nostro dovere toglierle dal degrado e favorirne il riuso». L’assessore all’Urbanistica Valter Grossi ha poi aggiunto: «Un nuovo dibattito, e il passaggio in Consiglio della bozza è una nostra libera scelta, avverrà con il Pgt».(09/10/2007)

e.roncalli

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