«Pacco bomba», ma è finto Sfuma la rapina a Vailate

«Pacco bomba», ma è finto
Sfuma la rapina a Vailate

Un uomo ha chiesto i soldi, poi ha premuto un pulsante. Intervenuti gli artificieri: all’interno c’era del sale.

Il pacco bomba era finto – era pieno di sale – e il tentativo di rapinare l’ufficio postale di via Marconi è andato a vuoto. In compenso il trambusto ha messo in subbuglio mezzo paese. È successo venerdì pomeriggio a Vailate, poco prima della chiusura dello sportello, che al venerdì rimane aperto sino alle 13,45.

Un uomo sui 30-35 anni, con in testa un cappello e attorno al collo una sciarpa, è entrato in Posta con in mano un pacco, come se volesse spedirlo, si è messo in coda e ha aspettato il suo turno. Quando è toccato a lui, che nel frattempo era rimasto solo con le due dipendenti, si è avvicinato al bancone, vi ha appoggiato il pacco e ha mostrato all’impiegata un biglietto sul quale c’era scritto «Dammi i soldi, questo è un pacco-bomba».

L’impiegata non si è lasciata intimorire, rifiutandosi di consegnare i soldi al rapinatore. A quel punto il malvivente ha premuto un pulsante e all’interno del pacco si è acceso un led di colore rosso, dopodiché se n’è andato, lasciando il pacco-bomba sul bancone. A quel punto è scattato l’allarme. Le due impiegate hanno chiamato i carabinieri della stazione di Vailate che, giunti sul posto, a loro volta hanno avvertito gli artificieri di Milano. L’area nel frattempo è stata transennata dagli operai del Comune e presidiata dalle forze dell’ordine.

Molti i curiosi che nel frattempo si sono avvicinati alle Poste. Gli artificieri sono arrivati a Vailate intorno alle 16. Per disinnescare la bomba hanno utilizzato un robot radiocomandato trasportato sul posto con un furgone. Entrato nell’ufficio, il robot ha preso il pacco e l’ha portato all’esterno, nel parcheggio antistante l’ufficio postale dove l’ha aperto. Dentro c’era una specie di lattina con dei fili penzolanti, che ha depositato per terra. Tutti si sono allontanati e la lattina è stata fatta brillare. Al suo interno si è scoperto che c’era del sale.


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