Pedemontana e aiuto di Stato L’Ue chiede lumi al governo

Pedemontana e aiuto di Stato
L’Ue chiede lumi al governo

La Commissione Europea ha risposto giovedì 23 aprile all’interrogazione a firma Eleonora Evi, europarlamentare del M5S, sulla defiscalizzazione di Pedemontana.

L’interrogazione, in particolare, chiedeva «se la delibera del Cipe, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2015 « che ha stanziato a Pedemontana un contributo pubblico a fondo perduto, necessario per il riequilibrio del piano economico-finanziario, che ammonta a 393 milioni di euro sia in linea con le disposizioni applicabili agli aiuti di Stato». Nella risposta di Margrethe Vestager, Commissario Ue alla Concorrenza, si legge: «La Commissione ha chiesto informazioni e chiarimenti alle autorità italiane, compresa la delibera del Cipe del 1º agosto 2014 concernente l’Autostrada Pedemontana. Le informazioni non sono ancora pervenute e, una volta ricevute, esse dovranno essere sottoposte a valutazione dettagliata da parte della Commissione. Pertanto la Commissione non è ancora in grado di stabilire se la misura notificata costituisca un aiuto di Stato. Qualora tale misura costituisse aiuto di Stato, la Commissione adotterà le misure necessarie».

L’eurodeputata del Movimento Cinque Stelle Eleonora Evi commenta: «Siamo riusciti ad ottenere l’attenzione della Commissione Europea sull’ennesima grande opera inutile del nostro Paese, sottolineando una questione, quella dei finanziamenti pubblici ad un’opera che doveva essere in gran parte pagata dai privati, tutt’altro che secondaria. Ora la Commissione Europea faccia tutti gli approfondimenti del caso e vada fino in fondo per verificare che non si tratti di un aiuto di Stato illecito».

Per il consigliere regionale grillino Gianmarco Corbetta, che ha collaborato con Evi alla stesura dell’atto, si tratta di un’ottima notizia: «Il momento della verità per Pedemontana è fissato per gennaio 2016: entro quella data, così stabilisce il Cipe, si dovrà pervenire al “closing finanziario” dell’intera opera ma ad oggi mancano all’appello quasi 5 miliardi di euro ed è davvero irrealistico pensare di riuscire a reperirli: i finanziatori privati hanno già dimostrato di non credere in quest’opera; se entro quella data non si riuscisse ad arrivare il closing, anche la defiscalizzazione verrebbe ritirata. Ma una bocciatura da parte dell’Unione Europea della defiscalizzazione - fortemente voluta da Renzi e Maroni - potrebbe accorciare i tempi di questa lunga agonia finanziaria di Pedemontana, decretando una volta per tutte la parola fine su questa inutile e fallimentare infrastruttura, con buona pace del ministro Del Rio che ha recentemente mantenuto Pedemontana tra le opere strategiche del nostro Paese. Ora si provveda a realizzare le opere di compensazione ambientale per le tratte già realizzate e a chiudere i cantieri con il minor danno possibile per i cittadini e per il nostro territorio».


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