Pendolari ammassati sui treni Una giornata di ordinaria follìa

Pendolari ammassati sui treni
Una giornata di ordinaria follìa

Le segnalazioni ormai non si contano più. Ma i pendolari non si rassegnano a viaggiare quotidianamente in condizioni allucinanti. Lunedì 13 ottobre un’altra giornata di ordinaria follìa.

Salvatore Vassallo del Comitato pendolari bergamaschi riassume: «Stamattina (lunedì 13 Ndr) il treno delle 7.02 da Bergamo per Milano aveva gente in piedi - e parecchia - da Verdello; a Pioltello sembrava una metropolitana. (Da notare che sul binario a fianco un S5 Treviglio-Varese era talmente pieno da non permettere la salita dei passeggeri). Stasera il treno delle 18.10 da Milano Centrale era strapieno con gente in piedi da Lambrate. Forse perché parecchi sedili avevano pozze d’acqua nonostante i finestrini sigillati. Inoltre 5 carrozze su 6 erano buie, volavano strani insetti non ben identificabili visto che l’unica fonte di luce era lo schermo del tablet del ragazzo di fronte a me. Ultima chicca: sul treno delle 18.10 di sabato 11 faceva bella mostra di sé un assorbente. Riuscirà per l’Expo Trenord a capire la differenza tra trasporto passeggeri e trasporto merci?».

Anche Lucia Ruggiero del Comitato pendolari bergamaschi ha inviato una segnalazione:

«Per la quarta sera consecutiva, il treno 10811 che da Milano Porta Garibaldi collega Bergamo via Lambrate partendo alle 18,25 era composto da 4 vetture piano ribassato (monopiano) di tipo 39000, il peggio del materiale rotabile disponibile sulla nostra direttrice. È interessante come spesso, negli incontri con Regione Lombardia e Trenord, venga spiegato al nostro comitato come gli sforzi di Trenord a mantenere una composizione accettabile pari a 6 vetture doppio piano o 8 vetture monopiano si traducano in pochissime eccezioni. Interessante come certe eccezioni non siano pure sviste in fascia di cosidetta “morbida” (le ore meno battute dai viaggiatori) o durante il mese di agosto, ma siano costituite da giorni di imperterriti errori di composizione su uno dei treni più frequentati nella giornata, nei giorni di massima domanda per via dell’inizio delle lezioni universitarie».

«Risultato? Quello che vedete nelle foto, inviateci su Facebook da parte di tanti pendolari che non ce la fanno più. Non ce la fanno a sgomitare per stare i piedi in mezzo metro di spazio dopo magari 10 ore di lavoro, non ce la fanno più a sopportare un servizio che pagano e che continua a peggiorare. Nei vagoni a un certo punto la luce salta, lasciando i viaggiatori in piedi, pigiati, al buio. Buio che ci sembra di percepire anche nelle intenzioni di Regione e Trenord che non si decidono a dare risposte chiare ai pendolari lombardi, circa la manutenzione del materiale, un piano chiaro di sviluppo e il reale, tangibile miglioramento di un servizio fermo a trent’anni fa».


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