Martedì 13 Ottobre 2009

Per i precari della scuola
siglato il patto coi sindacati

Regione Lombardia ha esteso anche ai docenti non abilitati, purché percepiscano il sussidio di disoccupazione e abbiano un contratto non rinnovato, stipulato l'anno scorso, i benefici previsti dall'accordo Regione - Ministero sui lavoratori precari della scuola, quello che prevede la possibilità di integrare il sussidio di disoccupazione dei docenti sino al 100% dello stipendio a fronte di un loro impegno in vari progetti di miglioramento dell'attività formativa.

Lo stabilisce il Patto Territoriale sottoscritto dai Sindacati della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda), da Regione Lombardia e dall'Ufficio scolastico regionale che individua le modalità di attuazione dell'Accordo stesso.

Il documento prevede che possano partecipare ai progetti di miglioramento dell'offerta formativa, presentati dalle scuole: il personale docente e Ata, individuato nel Decreto legge 134/09 e, in subordine i docenti e il personale Ata che non percepiscono sussidio di disoccupazione e, in ulteriore subordine, i docenti cosiddetti 'non abilitati' (quelli appunto che percepiscono di sussidio di disoccupazione, con contratto annuale nell'anno scolastico 2008/2009, ma sono inseriti nelle graduatorie di Istituto).

"Grazie al finanziamento regionale di 15 milioni di euro, - spiega l'assessore regionale all'Istruzione, Gianni Rossoni - non solo si porta fino al 100% il reddito dei docenti precari in attesa che siano riassorbiti il prossimo anno, ma si tutela la qualità della scuola perché si permette ai docenti stessi di continuare a portarvi la loro professionalità. La rapidità con cui si è arrivati ad un'intesa - prosegue Rossoni - dimostra il livello di responsabilità di tutte le parti in gioco su un tema decisivo per il futuro delle persone e del sistema educativo lombardo".

I docenti e il personale Ata che ne hanno i requisiti potranno chiedere di partecipare alle attività promosse dalle scuole su temi che vanno: dalla lotta alla dispersione alle attività di orientamento, dal supporto per l'inserimento di studenti stranieri e di ragazzi con disabilità ad ogni altro progetto che possa arricchire l'offerta formativa. Nel documento sottoscritto oggi si stabilisce che il personale interessato debba presentare la richiesta di partecipare alle attività, su apposito modulo, dal 15 al 26 ottobre, presso le sedi degli Uffici Scolastici provinciali, e che le scuole e gli enti di formazione dovranno definire la tipologia e la durata delle attività, dandone corretta pubblicità.

Ogni istituto, scolastico o formativo, potrà scegliere liberamente il personale, coinvolgendo un massimo di 3 docenti e 1 Ata. La Regione calcolerà poi l'ammontare dell'integrazione regionale al sussidio statale in modo proporzionale al numero di ore settimanali prestate, dalla ventunesima ora e fino ad un massimo di 36 ore.

Per coloro che non percepiscono il sussidio statale, la Regione provvederà con risorse proprie a coprire lo stipendio, proporzionalmente alle ore lavorate. Il Patto Territoriale infine prevede che sia un tavolo interistituzionale tra Regione, Ufficio scolastico regionale e sindacati scuola firmatari a monitorare e valutare le attività.

In una nota, il segretario provinciale dello Snals, Loris Renato Colombo, sottolinea "di particolare interesse la nota a verbale, volita e sostenuta dallo Snals", evidenziando che "i colleghi, docenti e ATA potranno segnalare per scritto allo Snals se rientrano nei casi previsti dalla nota a verbale. Lo Snals avrà cura di evidenziare il problema nella prossima riunione regionale. I testi in questione sono anche sul sito www.snalsbergamo.it".

a.ceresoli

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