Per l’opera di Christo 330 chilometri di filo  «Orgoglioso di averci lavorato»
Sergio Carrara

Per l’opera di Christo 330 chilometri di filo
«Orgoglioso di averci lavorato»

Se i pontili sono larghi 16 metri, il tessuto che li ricopre non lo è altrettanto. E così si è dovuto procedere con una particolare tecnica di cucitura (niente ago e filo, per intenderci) per unire tra loro gli ampi pezzi di stoffa. Il contesto è quello di «The Floating Piers», la celebrata opera di Christo sul Lago d’Iseo, visitabile fino a domenica.

Se ne parla ormai da mesi - ben prima che turisti e curiosi calcassero i pontili galleggianti - e a Sergio Carrara, imprenditore di Sarnico, si è accesa una lampadina: perché non partecipare alla realizzazione del progetto? Niente di più plausibile, dato che una delle sue società, la Filtes International di Capriolo, in provincia di Brescia, produce filati per applicazioni tecniche. Filati destinati, ad esempio, alle divise dei vigili del fuoco, piuttosto che alle uniformi dei piloti di Formula 1 e ancora ad accessori - vedi i guanti da lavoro - che devono proteggere da eventuali infortuni.

In campo sportivo, realizza filati per capi d’abbigliamento per la scherma, l’hockey e il ciclismo, giusto per citare tre discipline. Inoltre, produce filati per i pantaloni dei motociclisti (omologati a livello europeo) per proteggersi dalle cadute: niente strappi, ma allo stesso tempo il tessuto è fresco e leggero.

Nel caso specifico, i 70 mila metri quadrati di tessuto giallo cangiante steso sui pontili hanno richiesto l’utilizzo di circa 330 chilometri di filo (filato cucirino in gergo tecnico) per essere uniti tra di loro. Un filo di poliestere color giallo Dhalia, in linea con la tonalità della stoffa, che risponde a determinate caratteristiche, in particolare all’alta resistenza all’abrasione. Basti pensare che per 16 giorni migliaia di persone (e non solo: qualcuno sulla passerella porta anche gli amici a quattro zampe) solcano i pontili galleggianti rivestiti di tessuto, che deve quindi essere pronto a resistere a qualsiasi tipo di passo e calzatura.

Per Carrara «non è tanto importante il valore della commessa, ma l’essere riusciti a mettere una nostra piccola bandiera sull’opera di Christo realizzata nel nostro territorio. Ne sono orgoglioso sia per l’azienda, sia per la squadra di persone che ha lavorato al progetto, dagli addetti alla produzione agli impiegati commerciali (il direttore commerciale è Giovanni Nalesso, ndr)».

Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola il 1 luglio 2016

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