Venerdì 20 Giugno 2014

Periti al lavoro sulla croce di Cevo

L’acqua aveva consumato il legno?

Il sopralluogo sulla croce di Cevo

Perché quella croce si è spezzata quel 24 aprile? Un interrogativo drammatico, come la morte di Marco Gusmini, il 21 enne di Lovere travolto dalla «Croce del Papa» a Cevo.

Una domanda alla quale la Procura di Brescia sta cercando di rispondere per capire se quella tragedia poteva essere evitata e se ci sono quindi delle precise responsabilità penali: sono 13 le persone indagate. Nella mattinata di giovedì 19 giugno i periti nominati dal pm Katy Bressanelli sono tornati in Valle Camonica per un nuovo sopralluogo. Con loro c’erano anche tutti i periti e i legali di parte insieme ad alcuni dei loro assistiti e i vigili del fuoco di Darfo perché proprio c’era uno degli accertamenti tecnici più delicati: il moncone della croce è stato tagliato a ridosso del punto in cui si è spezzato in modo che anche il legno rimasto integro potesse essere analizzato e visionato con attenzione.

Il legno lamellare appariva, al suo interno, consumato dall’acqua. «Ma noi non ci sbilanciamo» hanno dichiarato i periti della procura. Secondo i rappresentanti della ditta franciacortina Moretti Interholz invece questo proverebbe che all’origine del crollo non ci sarebbe un difetto strutturale ma o una errata manutenzione oppure una installazione che non ha tenuto conto dei danni provocati dal maltempo su una struttura non protetta dalle intemperie. Ma la vicenda è ancora tutta da chiarire.

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