Piccole librerie all’attacco a Bergamo «Il governo ci vuole far chiudere» -

Piccole librerie all’attacco a Bergamo
«Il governo ci vuole far chiudere» -

Il Sil Confesercenti chiama a raccolta gli associati e chiede ai parlamentari orobici di sostenere la battaglia. «Il governo vuole abolire la Legge Levi e il tetto di sconto del 15%: un favore ad Amazon che metterebbe definitivamente fuori mercato le piccole librerie indipendenti».

Parte da Bergamo la battaglia contro la «deregulation» che metterebbe in ginocchio le piccole librerie. Il Consiglio dei Ministri si prepara infatti ad approvare la bozza del Disegno di Legge Concorrenza che, tra le varie disposizioni, andrebbe a incidere pesantemente sul settore.

«La bozza prevede l’abolizione del prezzo imposto dall’editore, con possibili rincari, soprattutto sui libri di testo scolastici, sia l’eliminazione del tetto massimo del 15% di sconto applicabile sulla vendita di libri – spiega Antonio Terzi, vicepresidente Sil Confesercenti - In pratica viene sancita la fine dei limiti imposti dalla Legge Levi del 2011, varata in seguito alle proteste dei piccoli editori e dei librari indipendenti, preoccupati dalla concorrenza dei grandi gruppi editoriali e delle grandi catene di librerie».

Terzi sottolinea che «questo intervento rischia di favorire Amazon e tutti quei grandi gruppi che hanno le capacità economiche per vendere libri sottocosto e mettere fuori mercato, una volta per tutte, le librerie indipendenti e i piccoli editori».

Per evitare questi rischi e salvaguardare aziende, posti di lavoro e lettori, il Sil ha chiamato a raccolta i suoi associati e ha chiesto ai parlamentari orobici di sostenere l’iniziativa. Secondo i librai, è meglio seguire l’esempio di quanto già accade da anni in Francia, con un tetto di sconto fissato al 5% e impossibilità per gli editori di possedere grandi catene di librerie. Provvedimenti simili sono stati adottati anche in Spagna e Germania, con il risultato di favorire prezzi più bassi e diffusione capillare delle piccole librerie sul territorio. La strada da seguire è questa, non certo una indiscriminata e poco lungimirante deregulation.


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