Pirellone, tensione tra Lega e azzurri «Così Maroni smonta la maggioranza»

Pirellone, tensione tra Lega e azzurri
«Così Maroni smonta la maggioranza»

Salta la Giunta. Il governatore: «Sono impegnato», ma il capogruppo azzurro Pedrazzini lo attacca.

«La Giunta di giovedì 28 maggio è stata rinviata perché non ho tempo. Sono impegnato. È solo un fatto tecnico». Lo dichiara il governatore lombardo Roberto Maroni, commentando la nota inviata dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio lombardo Claudio Pedrazzini, in cui si ritiene «opportuna la decisione di rinviare l’odierna Giunta regionalè per verificare i temi cruciali per la Lombardia». Pedrazzini sostiene che sono state spese«molte parole, spesso in libertà, sul reddito di cittadinanza, sulla sanità, sul futuro delle aree Expo», per cui si rendono necessari «approfondimento e condivisione e non solitarie e improvvide fughe in avanti. Occorrono collegialità e senso di responsabilita». Nella Giunta di oggi, si doveva discutere «di cose assolutamente rinviabili, nessuna scadenza», assicura il presidente lombardo: «Visto che io non ci sono, e voglio guidare io la Giunta», la riunione «è stata rinviata di qualche giorno», conclude.

Claudio Pedrazzini

Claudio Pedrazzini

Ma Pedrazzini non pare pensarla così: «Continuando così Maroni otterrà il risultato di smontare una maggioranza che finora è stata più che leale con lui. Appare evidente che invece l’obiettivo primario di Maroni è l’accaparramento del consenso fine a se stesso. Roberto Maroni è Presidente della Regione perché è a capo di una coalizione. Chi sta a capo di una coalizione ha un obbligo maggiorato, quello di tenere insieme le forze della maggioranza. Non apprezziamo il continuo feeling di Maroni con i Cinquestelle, anche se capiamo benissimo l’obiettivo strumentale di captare qualche “votarello” di protesta. Se però Maroni intende seriamente andare con i Cinquestelle, come abbiamo visto con il referendum online e con il “reddito di cittadinanza” inteso come assistenzialismo aperto a tutti, fannulloni compresi, si accomodi pure e lo spieghi ai lombardi che hanno votato il buon senso e la lotta agli sprechi propri di una coalizione di centrodestra. Noi intendiamo ripristinare la collegialità, connaturale a una coalizione seria. Le iniziative a scavalco della maggioranza non fanno il bene della coalizione».

Con Dario Violi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle della Lombardia, che commenta quanto accaduto: «È inutile che Maroni e la sua maggioranza giustifichino il rinvio della Giunta regionale di oggi per altri impegni. Il motivo vero è legato ad insoddisfazione e lamentele della sua maggioranza sulla spartizione delle poltrone in vista dell’assemblea di Pedemontana - spiega -. Pedemontana è in crisi nera, è a rischio la continuità aziendale ed i costi, non coperti da adeguate garanzie, sono già lievitati e raddoppiati in maniera incontrollata; per i nuovi vertici sarà fondamentale puntare su merito, capacità e competenza accantonano definitivamente nuove designazioni per vicinanza politica come quelle recenti di FNM, del tutto inadeguate alla necessità del momento». E aggiunge: «La coordinatrice regionale di Forza Italia Gelmini dovrebbero occuparsi del fallimento in vista del suo partito alle amministrative di questo weekend piuttosto che concentrare il loro lavoro sulle partecipate in Lombardia: a guadagnarne sarebbero i cittadini lombardi» conclude Violi.


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