Martedì 17 Giugno 2008

Polemiche sul concerto di Dylan
L’assessore Fusi risponde

Numerosi spettatori che hanno assistito, lunedì 16 giugno, al concerto di Bob Dylan al Lazzaretto di Bergamo, hanno avanzato proteste per l’organizzazione, lamentando una supposta ritardata apertura dei cancelli e il fatto che non si siano fatti rispettare i posti numerati ed i settori, con conseguente danno per chi ha pagato un biglietto per un posto numerato, salvo poi ritrovarsi nell’impossibilità di vedere il palco se non alzandosi in piedi.Anch’io ero presente al concerto. Confermo che i disagi si sono effettivamente verificati. Me ne dispiaccio molto e, per quanto possa valere, faccio le mie scuse a quanti sono stati danneggiati. Eppure – sono convinto – non si può non considerare la situazione particolare in cui il concerto si è tenuto.I primi contatti con gli organizzatori per portare Bob Dylan a Bergamo, risalgono al febbraio scorso. Ci sembrava più che ragionevole prevedere questo grande evento al Lazzaretto – all’aperto – per il 16 giugno. Che proprio nei giorni del concerto dovessimo trovarci in pieno clima autunnale, nessuno certo poteva prevederlo. A mio parere, infatti, le condizioni atmosferiche sfortunate e assolutamente anomale di questi giorni sono state decisive nel determinare i disagi che si sono verificati.Ciononostante – seppure con fatica – il concerto si è tenuto. Attorno alle ore 18, però, questo non era certo scontato e lo stesso managment di Dylan scuoteva il capo perplesso guardando la pioggia incessante: in caso di annullamento, il concerto non si sarebbe potuto recuperare e sono certo che quello sarebbe stato un danno anche maggiore per tutti i fans di Dylan. Ciò detto, e premesso che non compete all’Amministrazione comunale – che è partner, ma non organizzatrice dell’evento – dare le opportune spiegazioni sulla gestione della serata, credo sia importante fare alcune precisazioni. In primo luogo: i cancelli sono stati aperti alle ore 19 e non alle ore 20. La mia impressione è che molti, a causa della pioggia, abbiano deciso di raggiungere il Lazzaretto più tardi di quanto non avrebbero fatto in caso di bel tempo. Questo ha fatto sì che si creasse la calca a ridosso dell’inizio del concerto. Che Dylan abbia cominciato a suonare puntuale, senza attendere che tutti entrassero, fa parte della leggendaria ritrosia del personaggio a tener conto delle esigenze dell’organizzazione. In secondo luogo: gli spettatori che entravano nel Lazzaretto, causa le sedie bagnate e la pioggia intermittente, in maggioranza non hanno preso posto, preferendo – comprensibilmente – ripararsi sotto i portici. Di conseguenza, quando Dylan ha dato inizio al concerto, gran parte degli spettatori sono scattati sotto il palco, annullando automaticamente le differenze di settore (che sono anche differenze di costi dei biglietti) e rendendo così impossibile a tutti gustare il concerto da seduti.Un servizio d’ordine c’era (55 addetti): ma nelle previsioni doveva controllare il rispetto dei posti assegnati; non poteva certo contrastare alcune migliaia di persone che corrono compattamente in avanti. Francamente non credo esistessero soluzioni più efficaci per intervenire correttamente in una situazione così anomala.Per quanto riguarda altre fantasiose e ipotetiche soluzioni che ho sentito proporre, posso assicurare che, in un contesto del genere, sarebbero state impraticabili. Per esempio, basta il buon senso per capire che è impossibile transennare i diversi settori, come qualcuno ha ipotizzato: in tal caso, in uno spazio particolare come il Lazzaretto, nessuna Commissione di Vigilanza avrebbe mai concesso l’autorizzazione allo svolgimento del concerto e – soprattutto –, in caso di panico, le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi rispetto alla perdita del posto acquisito.E ciò mi consente di collegarmi ad un altro punto che mi sta particolarmente a cuore. È vero: Bergamo non dispone, al momento attuale, di spazi ideali per ospitare grandi eventi per migliaia di persone. Ciò nonostante, non si rassegna ad aspettare chissà quali tempi futuri e migliori per organizzarli. Abbiamo deciso di scommettere, rischiare e impegnarci per portare a Bergamo nomi del calibro di Elton John e Bob Dylan. Questo per un’unica ragione: crediamo che la nostra città lo meriti. Crediamo che Bergamo debba poter ospitare grandi eventi di livello internazionale, che possano consentire ai bergamaschi di assistere a manifestazioni straordinarie e al pubblico che viene da fuori di conoscere e apprezzare la nostra città. Certo, a non far nulla, non si rischia mai nulla. Enrico Fusi, assessore alla Cultura, Spettacolo e Turismo Comune di Bergamo (17/06/2008)

fa.tinaglia

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