Polizia locale, scatta la riorganizzazione Più agenti in strada e un’ora in più la sera

Polizia locale, scatta la riorganizzazione
Più agenti in strada e un’ora in più la sera

Bergamo, oggi al via la riorganizzazione delle forze della polizia locale voluta dall’assessore alla Sicurezza Sergio Gandi con il comandante Virgilio Appiani.

Il piano prevede, tra l’altro, l’estensione di un’ora, di sera e di notte, dei servizi della polizia locale, che attualmente in inverno termina il servizio a mezzanotte e mezza mentre il venerdì e il sabato e in estate all’1,30. In strada due agenti di media in più – diventano 8 – più un ufficiale. Novità anche per quel che riguarda i compiti del Nucleo Interventi Sicurezza, che potrà dedicarsi interamente alle aree più difficili e al contrasto della microcriminalità. I Nuclei Territoriali, con 28 agenti distribuiti sulle quattro sedi distaccate e con orari flessibili pensati sulle specifiche esigenze, potranno garantire una maggior presenza sul territorio.

«I cittadini chiedono più sicurezza: – dichiara il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Sergio Gandi – l’ottimizzazione dei turni e la riorganizzazione che partono oggi intendono andare proprio in questa direzione, garantendo un servizio più presente sul territorio e sulle strade e più ampio in termini di orari (soprattutto serali). A monte di tutto il processo c’è una profonda analisi delle caratteristiche e delle necessità della città: vogliamo svolgere meglio le attività che facciamo solo noi e dare un contributo concreto alle altre forze di Polizia a presidio e sicurezza dei quartieri, nei quali già svolgiamo il 75 percento delle azioni».

«Si tratta di una riorganizzazione sostanziale e di grande significato, un processo di ottimizzazione in grado di portare benefici al territorio .– prosegue Gandi – In questo modo il personale adibito a compiti prevalentemente, ma non esclusivamente amministrativi è di circa 25 unità, di cui 8 part-time: il Comando di via Coghetti, anche grazie a questi numeri, è tra le migliori prassi del Paese in questo senso, riuscendo a svolgere e gestire un volume di pratiche e processi in costante aumento».

L’amministrazione ha inoltre apportato alcune modifiche al piano di riorganizzazione iniziale, accogliendo - spiegano da Palafrizzoni – alcune tra le richieste avanzate dai rappresentanti sindacali nella fase di concertazione delle scorse settimane, nonostante il referendum tenutosi tra gli agenti abbia bocciato il documento finale prodotto dal tavolo con i rappresentanti Rsu.

«Rimaniamo aperti al confronto con i rappresentanti sindacali: – conclude Gandi – la riorganizzazione è stata pensata per migliorare il servizio verso i cittadini e il territorio, ma ciò non significa che possano essere apportati in corsa dei miglioramenti a beneficio degli agenti. Avremmo potuto applicare il provvedimento così come era stato pensato originariamente: abbiamo invece voluto dare un segnale, accogliendo, anche senza nessun obbligo in tal senso, parte delle richieste dei rappresentanti sindacali».

Novità anche per quello che riguarda l’assunzione di nuove risorse: è online sul sito del Comune di Bergamo il bando di mobilità esterna per l’acquisizione di due agenti dal corpo della Polizia Provinciale. I dipendenti di quest’ultimo interessati al trasferimento potranno presentare domanda entro e non oltre le ore 16.30 del 18 maggio 2015.

Sulla riorganizzazione interviene Fp-Cgil: «È davvero possibile procedere alla riorganizzazione del Corpo di polizia locale del Comune di Bergamo? – si legge in una nota diffusa nel pomeriggio del 16 aprile – Si possono davvero introdurre cambiamenti nella macchina comunale e, in generale, della pubblica amministrazione per adeguarla alle nuove esigenze dei cittadini e degli utenti? È possibile migliorare i servizi con il contributo degli addetti ai lavori senza che questi ‘remino contro’ ogni qualvolta l’Amministrazione prova a introdurre dei cambiamenti?»

«Alla luce degli ultimi articoli comparsi sulla cronaca locale, pare di difficile soluzione il contenzioso che ormai da tempo contrappone l’Amministrazione del Comune di Bergamo alla grande maggioranza degli addetti al Corpo di polizia locale ed alle organizzazioni sindacali che, come la Fp-Cgil, risulterebbero schierate – qualcuno sostiene – “a difesa della conservazione dei privilegi dei vigili urbani”».

«Chiariamo subito che siamo convinti che la risposta a queste domande sia certamente sì» ha spiegato Gian Marco Brumana, segretario generale della Fp-Cgil di Bergamo. «Certo che è possibile riorganizzare il Corpo di polizia locale del Comune di Bergamo in modo più efficiente, garantendo una maggiore presenza degli agenti sul territorio. Questo però non vuol dire accettare supinamente qualsiasi ‘riorganizzazione’, magari di ‘pura immagine’, che impone quasi esclusivamente peggiori condizioni lavorative a chi già lavora sul territorio, senza effettivi miglioramenti del servizio».

«Per affrontare il problema – aggiunge – bisognerebbe chiarire subito che la maggior presenza sul territorio comunale della polizia locale poco ha a che vedere con l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Infatti la legge assegna tali funzioni solo in via ausiliaria al personale della polizia locale: sono le altre forze di polizia che devono vigilare ‘al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà’ (Testo Unico). La polizia locale in ausilio alle altre forze di polizia può svolgere tali funzioni sulla base di specifici e temporanei accordi tra il Sindaco ed il Prefetto. A quest’ultimo, peraltro, è affidato istituzionalmente il compito di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica».

«Nello specifico poi, risulta francamente poco probabile conseguire l’obiettivo della maggiore presenza della polizia locale sul territorio comunale sopprimendo i turni e prolungando la fascia oraria a quel personale che già garantisce tale presenza: forse sarebbe più utile aumentare il numero degli agenti e degli ufficiali presenti sul territorio, continua Brumana.

Infatti, secondo i rilievi della Fp-Cgil provinciale, su un totale di poco più di 170 appartenenti al corpo, solo 105 sono stabilmente addetti al presidio del territorio, a cui si aggiunge la presenza molto parziale di una decina di ufficiali. La restante parte del corpo di polizia locale è invece adibita a lavoro di ufficio. “Ciò significa che per ogni due addetti presenti sul territorio almeno uno resta in ufficio, magari percependo anche l’indennità di turno” spiega Brumana.

«Forse sarebbe utile, in epoca di ‘semplificazioni’, ridurre la ridondanza delle procedure, gli iter tortuosi e ripetitivi delle pratiche, in modo da permettere a qualche agente di polizia locale di svolgere l’attività per la quale è stato assunto, lasciando, semmai ai colleghi più anziani e ‘acciaccati’ lo svolgimento di queste incombenze. Peraltro gli otto addetti all’ufficio Protocollo e Logistica e i sei all’ufficio Segreteria e Comando francamente non ci sembrano così pochi. A nostro avviso la scelta più ragionevole da fare pare quella che l’Amministrazione comunale riprenda un confronto con la Rsu e le organizzazioni sindacali per vedere di rendere più concreta e sostanziale la riorganizzazione del servizio di polizia locale senza penalizzazioni solo per qualcuno, a meno che non si preferisca una riorganizzazione di facciata».


© RIPRODUZIONE RISERVATA