Questione Balzer, giorni decisivi  Ascom: a breve una decisione

Questione Balzer, giorni decisivi
Ascom: a breve una decisione

«Il modello organizzativo e i contratti precedenti i veri nodi da sbrogliare». Parla così Luigi Trigona del caso Balzer, al centro di un’attenta analisi di Ascom.

Si è svolto infatti nella mattina di giovedì 30 ottobre alla sede di Ascom Bergamo un incontro sulla «questione Balzer» tra Giovanni Barghi, titolare di Codesa, i rappresentanti dell’Associazione Commercianti e di Fisascat Cisl, l’organizzazione sindacale che rappresenta i dipendenti dello storico locale.

Nel corso del tavolo di lavoro, Barghi ha confermato l’interesse di Codesa a rilevare Balzer e il marchio. L’azienda ha ribadito l’intenzione di mantenere i posti di lavoro, contemperando le esigenze organizzative con una nuova e più proficua attività che rilanci il locale storico.

L’accordo diventerà effettivo nel corso degli incontri con il sindacato, atti a verificare l’organico in essere e ad entrare nel merito delle mansioni. «Il modello organizzativo del Balzer sotto la gestione Air Chef risponde solo in parte ai canoni di efficientamento operativo ed organizzazione lavorativa - afferma Luigi Trigona, direttore dell’associazione commercianti di Bergamo -. Siamo entrati nel merito delle effettive mansioni svolte dai lavoratori e questo ha permesso una maggiore conoscenza dell’effettiva operatività. L’incontro con il sindacato e il rappresentante dei lavoratori si è svolto in un clima disteso, condividendo l’obiettivo di garantire a Bergamo la presenza di questo storico locale e di quanto esso ha significato nel tempo».

Trigona sottolinea come debbano essere risolti i nodi dei precedenti contratti: «Punto cruciale di tutta la situazione rimane il contratto che lega la proprietà con i fratelli Marcello e Massimo Menalli. Senza lo scioglimento di questo Codesa non ha titolo a proseguire nella formalizzazione di accordi». «I prossimi giorni – continua il direttore di Ascom Bergamo - potrebbero essere decisivi per il futuro dei lavoratori».


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