Via Noli sotto choc per Finolli indagato E c’è anche qualcuno che si sente male

Via Noli sotto choc per Finolli indagato
E c’è anche qualcuno che si sente male

Quando hanno visto arrivare, alle 9 del mattino, il pm Maria Cristina Rota con cinque uomini della squadra di polizia giudiziaria in divisa, hanno subito capito. Ma lo choc in questura è stato enorme.

Perché qualcosa, in via Noli, ci si aspettava, ma non una cosa del genere. Non il questore indagato, il suo ufficio passato al setaccio, i colleghi con gli scatoloni pieni di documenti sequestrati.

«Dopo le notizie uscite sui giornali riguardo al pranzo con Cottone pensavamo che prima o poi sarebbe successo qualcosa – confidano a mezza voce i poliziotti che ieri erano al lavoro in questura – ma non ci aspettavamo una cosa del genere. È una ferita troppo grande, non sappiamo cosa dire. Aspettiamo di capire cosa è successo, ma siamo tutti sotto choc».

Più di uno, lunedì mattina, si è sentito male ed è andato a casa. «In 40 anni di servizio non ho mai visto una cosa del genere, sono senza parole – commenta un investigatore di lungo corso – un collega, a cui è stato chiesto di dare una mano in quanto ufficiale di pg, è stato male e non ce l’ha fatta. Per tutti è un giorno di profondo dolore, sia a livello umano sia perché tocca tutta la polizia di Stato. I giornali li abbiamo letti anche noi, in questi giorni, ma non pensavamo che sarebbe andata a finire così».

La perquisizione è andata avanti fino alle 12,30, il pm è uscito dalla questura un’ora prima. Ma i suoi ufficiali hanno proseguito fino al tardo pomeriggio per fare l’inventario degli oggetti sequestrati: telefonini, iPad, computer, biglietti da visita raccolti da Finolli in questi anni. Hanno perquisito la sua abitazione in questura e pure quella di Alessandria. Anche questo, per i poliziotti, è stato un trauma. Per loro, che pure sono avvezzi a questo genere di cose, è stata dura vedere l’ufficio del loro capo frugato da cima a fondo. «Gli hanno portato via tutto – sussurra addolorato uno dei suoi uomini – sono andati via con diversi scatoloni». In molti si sono chiusi negli uffici per non vedere: il sentimento prevalente era il dolore, non la rabbia, pure in quelle persone che con il questore in questi anni hanno battagliato.


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